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| Il comunicato ufficiale apparso sul sito dell'Inter |
Ed alla fine è arrivata. L'ufficialità è giunta proprio pochi istanmti fa rispetto ai momenti in cui scrivo questo articolo: Mazzarri è il nuovo allenatore dell'Inter. Dopo una settimana di dribbling da parte di tutti (a proposito, li avesse fatti Alvarez 'sti dribbling sul campo da gioco....) i dirigenti nerazzurri, alla fine è arrivata la notizia che chiunque già sapeva ma nessuno voleva dire. Stramaccioni se na va dopo essersi trasformato, in poco più di un anno, da uomo più fortunato d'Italia ad eterno sogno nerazzurro incompiuto; da uomo di fiducia di Moratti ad ennesimo silurato d'eccellenza del nostro Presidente. C'est la vie direbbero in Francia, ma siamo in Italia e l'altalenante umore del numero uno di Corso Vittorio Emanuele a riguardo degli allenatori è, oramai, diventata abitudine dal giugno 2010 in poi.
L'ultima settimana però, detto francamente, mi è parsa una incomprensibile ed irritante pagliacciata. Riepiloghiamo: venerdì Stramaccioni aveva ricevuto l'ennesimo attestato di stima da parte di Moratti, l'ennesimo di una seconda parte di stagione ai limiti dell'imbarazzante, l'ennesimo di una serie di attestati che si sono ripetuti a cadenza settimanale negli ultimi mesi. Poi è arrivata l'indescrivibile partita con l'Udinese, l'ennesima (anche qua) figura barbina portata a casa, in casa, dai nostri e giusta chiusura ahinoi di una stagione che, al di là di pochi ed isolati acuti di buon calcio, è stata la rappresentazione perfetta di ciò che è diventata l'Inter: un ammasso informe di idee, progetti falliti, scommesse perse e tattiche manageriali e calcistiche ai limiti dello scriteriato. Da lì qualcosa si è rotto. Se ne sono accorti tutti, l'hanno capito tutti: Moratti non poteva più sopportare. Ecco perchè, già lunedì, tutti attendevano le parole del Presidente, tutti aspettavano il suo punto ad una stagione che andava soltanto definitivamente chiusa, messa in una scatola e gettata il più lontano possibile dalla memoria di tutti. Invece è iniziato un gioco irritante, soprattutto per noi tifosi, un tira e molla di indiscrezioni e voci che hanno contribuito, una volta di più, a mettere in luce tutte le debolezze di organigramma societario di cui soffre, cronicamente e da diverso tempo, la società nerazzurra. "Moratti parla oggi! No, non è vero, scherzavamo, parla domani. Però telefona a Strama. No, non chiama, a Strama non prende bene il cellulare. Lo incontra domani. Ah, no, domani deve vedere degli investitori del uzbekindocazzosta". Insomma, una cosa ai limiti del ridicolo visto che tutti sapevano che Strama era già con la valigia in mano per salutare Milano mentre Mazzarri era pronto ad essere accolto dalla città meneghina. Come i ragazzini che si fingono malati per saltare un'interrogazione, nell'Inter prima si ammala Moratti per non parlare con i giornalisti, poi si ammala Stramaccioni per non parlare con Moratti. Un'epidemia che, a quanto pare, è giunta stasera al suo termine.
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| Strama e Moratti: un rapporto di stima giunto a conclusione |
Secondo ciò che i media hanno riferito negli ultimi giorni, Moratti sapeva benissimo che fare, voleva soltanto comunicarlo nel modo migliore ad un allenatore giovane ed a cui lui tiene molto. Insomma, voleva trovare il modo più indolore per compiere una scelta comunque dolorosa. Poi però, leggendo il sito della Gazzetta, scopri che, a quanto pare, la notizia ufficiale dell'esonero al tecnico romano l'ha data Branca. Branca? Ma mica Moratti voleva parlare direttamente a Stramaccioni? A quanto pare no, o più semplicemente non sapremo mai come sono realmente andate le cose. Dal mio umile e modestissimo pulpito vorrei condividere con voi la mia idea su come siano realmente andate le cose. Penso che Moratti abbia maturato l'idea di cacciare Strama già da un pò, più o meno dalla sconfitta col Palermo direi. Già allora ci furono i primi contatti con Mazzarri, più che altro per tastare il terreno e valutare se portare effettivamente a termine i colpi che l'Inter aveva pronti in canna, come Campagnaro, Andreolli e Icardi. Questi tre sono tre nomi che a Mazzarri piacciono e l'Inter ha così potuto procedere senza per forza dover sbugiardare pubblicamente il giovane tecnico romano. Da cosa deduco ciò? Da un paio di indizi e, lo ammetto, da tanta fantasia. Gli indizi sono principalmente due: in primis il fatto che Mazzarri, se davvero non avesse già avuto una squadra alle proprie spalle, sarebbe quasi certamente finito alla Roma, squadra che nelle ultime settimane ha fatto un pressing fortissimo sull'ex allenatore del Napoli; in secundis il fatto che se realmente Stramaccioni pensava ad un 4-3-3 per la prossima stagione, come più volte ha affermato, non si capivano molto alcune scelte di mercato, come appunto i tanti difensori centrali seguiti, i tanti mediani ed i pochi esterni difensivi. I nomi che circolavano erano e sono tuttora molto più adatti all'ipotetico 3-5-2 mazzarriano.
Partendo dunque da queste premesse, puramente personali, e mixandole al fatto che tutti sapevano già l'epilogo della storia nerazzurra di Strama, non riesco a capacitarmi del perchè Moratti abbia dovuto attendere quasi una settimana prima di decidersi. Ci tengo a sottolineare come, a mio parere, il Presidente abbia fatto la scelta giusta. Per quanto simpatico, purtroppo Stramaccioni ha inanellato una serie di errori difficilmente difendibili in questa stagione. certo, le sfighe di vario tipo (arbitrali e di infermeria) non lo hanno aiutato, ma anche con tutte le attenuanti possibili 16 sconfitte e 57 gol al passivo sono numeri che non si possono trascurare. Mi dispiace, ma penso realmente che la sua inesperienza non sia stata d'aiuto in una stagione che è girata così male. Mazzarri è la migliore opzione possibile sul mercato in questo momento ed un tecnico in grado di fare bene senza pretendere la luna. E', in definitiva, l'uomo giusto per questo momento difficile della storia nerazzurra, o quantomeno il migliore a disposizione. Mi preoccupa invece, una volta di più, l'incapacità dimostrata dalla società di gestire una situazione di pressione tecnica e mediatica alta. E per risolvere questo, purtroppo, non basta un Mazzarri qualsiasi.
Andrea
Andrea






