venerdì 28 dicembre 2012

I 5 personaggi nerazzurri del 2012

Eh già, basta uno schiocco di dita e siamo a fine anno. Pazzesco no? In una routine di studio, lavoro, famiglia, bollette da pagare, bollette pagate, tasse, rincari e Governi caduti ci siamo improvvisamente ritrovati seduti a tavola a bere ed a mangiare così tanto da essere pronti a rotolare verso il nuovo anno che ci attende. Spero che tutti voi nerazzurri abbiate passato un felice Natale, senza brutti pensieri, cosa che l'Inter, purtroppo, non ci ha permesso di fare, non tanto a causa dei non proprio esaltanti risultati degli ultimi match pre-festività, quanto perchè, per qualche assurdo motivo incomprensibile ai più (anzi, ai tutti direi), ha deciso di fare un video in cui anche Jonathan ci fa gli auguri. Si, lui, il parcheggiatore della Pinetina secondo molti, il nuovo Maicon per i conduttori di Mistero.


Ora, questo è un chiaro atto con cui l'F.C. Internazionale 1908 ha voluto mettere alla prova la nostra fede, ma noi, coraggiosi eroi senza paure, templari dei segreti del nostro cuore nerazzurro, non ci facciamo colpire da queste prove che la fede ci pone e continuiamo per la nostra strada.

lunedì 24 dicembre 2012

10 Considerazioni Su Inter-Genoa


1. Tra le prestazioni peggiori dell’Inter. Gioca male e non dà mai la sensazione di poter (e soprattutto di voler) vincere la partita. Brutto segno.

2. Ce la prendiamo con Livaja per l’errore clamoroso al novantesimo ma se non altro è l’unico attaccante che prova a tirare in porta. E poi, siamo onesti, non meritavamo tanta grazia.

Inter- Genoa 1-1: un 'pareggino' che sa di sconfitta

Cambiasso riprende Immobile, ma a San Siro è solo 1-1
Si va in vacanza con un pareggio. L’Inter porta a casa un punticino striminzito, che ridimensiona le aspirazioni nerazzurre ed evidenzia i difetti di singoli e squadra. È un’Inter sbiadita e monotona quella che scende in campo a San Siro, fin troppo compassata ed imprecisa, e il risultato è decisamente insoddisfacente dal punto di vista del gioco e del punteggio.

Il Genoa fa il suo match, decidendo saggiamente di aspettare, blindando la difesa nella parte centrale e cercando di spezzare le azioni nerazzurre per poi ripartire, così come era accaduto contro Siena, Palermo, ed in parte anche Lazio, con risultati non troppo diversi. L’Inter, dal canto suo, cerca di affidarsi alla fantasia dei giocatori d’attacco, ma Cassano e soprattutto Alvarez appaiono troppo svogliati ed imprecisi, Palacio e Milito poco incisivi. Il pubblico non ne può più ed inizia a fischiare Ricky, che certo non ne trae giovamento, e sarà costretto dopo poco ad abbandonare il campo per infortunio, completando così questa giornata da horror movie natalizio.

giovedì 20 dicembre 2012

Il mercato che verrà

L'"aggressivo" Guarìn: come non squalificarlo?
Ci sarebbero parecchi argomenti da discutere, considerata anche l’ennesima assurda squalifica di un nostro giocatore da parte del “Signor” Tosel. Rendiamoci conto: Guarìn è stato squalificato per atteggiamento “aggressivo e intimidatorio” verso qualcuno che non se n'è nemmeno accorto, visto che a referto il fatto è stato segnalato da un altro soggetto: squalificato per un atteggiamento! Mentre nessuno dell'intera panchina della Juve che circondò minacciosamente il guardialinee nella partita contro il Catania prese un solo turno di squalifica. Ma siccome abbiamo già affrontato l’argomento più volte (già il 5 Settembre scrivevamo che sentivamo puzza di marcio) e siamo in periodo pre-natalizio, non vogliamo rovinarci ulteriormente il fegato e proveremo un pò a capire che tipo di mercato potrà portare avanti la nostra Società nel corso del prossimo mese di Gennaio. 

mercoledì 19 dicembre 2012

Inter-Verona 2-0: ritorni, conferme e delusioni nella notte di Palacio


La coppa Italia tutto questo fascino non lo ha più da un pezzo, ma non v'è dubbio che dovendo scegliere, meglio vincere e farsi un altro giro. In casa contro il Verona di Mandorlini, l'Inter non fallisce il colpo e dopo un primo tempo sottotono si scatena nella ripresa, grazie all'ingresso dell'"aggressivo" Guarìn, che anche ieri si è beccato un giallo ridicolo quasi quanto la squalifica comminatagli da Tosel, e alla classe di Cassano, ieri sera scintillante. Un 2-0 che proietta i nerazzurri al turno successivo contro la vincente di Napoli-Bologna, e che mantiene vivo il terzo obiettivo stagionale offrendo oltretutto una vetrina a chi fin qui è stato impiegato meno.

lunedì 17 dicembre 2012

Dieci Considerazioni Su Lazio-Inter



1. L’atteggiamento arbitrale nei nostri confronti nelle ultime giornate è a dir poco scandaloso. Da Torino in poi è stata una escalation di errori arbitrali a nostro sfavore che in più di un’occasione ci ha privato di punti decisivi. Che questa situazione sia la conseguenza per la vittoria allo Juventus Stadium?

2. Perché cambiare uomini e moduli se non è strettamente necessario? A che serve presentarsi con una difesa a 4 contro la Lazio che gioca con un solo attaccante?

3. A che servono gli arbitri di porta se poi non intervengono quando c’è un episodio plateale in area? Il rigore di Ranocchia era nettissimo, tanto che l’avrebbe dovuto vedere anche Mazzoleni. Ma se l’arbitro non l’ha visto è dovere del giudice di porta segnalarlo.

4. La fortuna che ci ha aiutato contro il Palermo ha presentato il conto con quei due pali colpiti da Guarin e Cassano che avrebbero potuto cambiare la partita.

5. Rispetto alle sconfitte di Bergamo e Parma questa è assolutamente immeritata. Abbiamo giocato poco il primo tempo ma nella ripresa abbiamo fatto la partita e abbiamo avuto più occasioni dei padroni di casa. Peccato.

6. Stramaccioni e la maledizione romana. Il tecnico romano ha vinto due derby, ha battuto la Juventus a domicilio, ma contro le squadre della sua città natale ha rimediato tre sconfitte su tre. Speriamo che vada meglio la prossima volta.

7. Ha avuto un momento di flessione ma la stagione di Guarin è stata finora strepitosa. Il centrocampista colombiano conferma di essere stato un acquisto azzeccato (purtroppo uno dei pochi ultimamente) da parte di Branca. E se la smettesse di sparare alle stelle 4-5 palloni a partita…

8. Milito, dove sei? Federica Sciarelli gli dedicherà la prossima puntata di “Chi l’ha visto?”. Nel frattempo non sarebbe male iniziare a trovare un sostituto all’altezza.

9. L’Inter continua a cercare un difensore centrale ma non è in quel ruolo che i nerazzurri sono più carenti. A parte la cronica mancanza di un vice-Milito credo che servano urgentemente anche un paio di innesti in mezzo al campo. E stiamo parlando di innesti di qualità non il Gargano o il Mudingayi di turno.

10. L’ho già detto in altre occasioni e lo voglio ribadire. Sicuri che questa Inter possa prendersi il lusso di fare a meno di Sneijder. Visto che l’olandese è a tutti gli effetti un giocatore nerazzurro non sarebbe il caso di farlo giocare in attesa di (s)venderlo?
Entius
domenica 16 dicembre 2012

Lazio-Inter 1-0: ancora Roma, ancora la sfiga, ancora gli arbitri

Klose infallibile, ci punisce
Ci sono leggi, nella vita, non scritte, ma certamente esistententi, nonostante una persona cerchi di non farci caso o di non vederle. Alcuni le chiamano Leggi di Murphy, altri semplicemente fato, destino, casualità. Di fatto, più cerchi di scuoterti per toglierti di dosso queste "ombre", meno ce la farai. L'Inter, ieri sera, non ce l'ha fatta appunto. E di volontà ce ne ha messa tanta, davvero, ma non c'era niente da fare. Ci sono serate che nascono storte e finiscono completamente rovesciate, ci sono cose dove tutta la tua voglia non può bastare. L'Inter perde sotto il colpo di Klose, perde sotto il fuoco amico biancoceleste e perde, probabilmente, definitivamente (certo, se la Juventus dovesse perdere non si sa mai, ma l'Atalanta propone sgambetti solo a noi negli ultimi anni) il treno dalla prima. Ancora una volta è la Capitale a dirci male. Nonostante questo usciamo a testa alta da un campo difficile, consapevoli che il risultato migliore, non ce ne vogliano i nostri amici aquilotti, sarebbe stato la vittoria nerazzurra, o almeno il pareggio.

sabato 15 dicembre 2012

S.P.Q.R. - Sono Proibitive Queste Romane

Lazio-Inter, stasera ore 20:45
Nella seppur finora breve carriera di Stramaccioni come allenatore di alto livello, due cose sono già chiare: che il Parma, e più precisamente lo stadio Tardini, sono la sua bestia nera, e che lui, contro il suo cuore, proprio fa fatica ad andarci. Nonostante l'Inter sia oramai parte di lui e nonostante abbia più volte dimostrato il proprio amore e la propria riconoscenza verso i nostri colori, sempre un figlio di Roma è e tale si sta dimostrando: come avrete infatti letto ampiamente e come tutti i media si sono subito lanciati a sottolineare (speranzosi forse in una permanenza del tabù? Chi lo sa....), l'Inter di Strama, con le romane, non ha mai vinto. Due le sfide finora e due le sconfitte, tra l'altro nette, entrambe per 3-1, una là ed una in casa.

mercoledì 12 dicembre 2012

Condannati a stravincere


In un commento a un post di qualche giorno fa eravamo stati facili profeti nell’indicare la designazione dell’arbitro Rizzoli per Inter – Napoli come palesemente inadeguata, per vari motivi. Il primo, quello diciamo ufficiale che dovrebbe orientare le scelte di un designatore valido e super partes, è che non si affida una partita così delicata ed importante a un arbitro che sta vivendo una stagione pessima e che ne ha combinata una più di Bertoldo, sia da primo arbitro che da arbitro di linea. 

lunedì 10 dicembre 2012

Dieci considerazioni su Inter-Napoli

1. Grande con le grandi, piccola con le piccole. Fiorentina, Milan, Juventus, Napoli. 12 punti su 12. Siena, Atalanta, Cagliari, Parma. 1 punto su 12. Il divario nerazzurro tra i due trend è davvero enorme. E se pensiamo dove potevamo essere con 2-3 punti in più…

2. Dalla Juventus al Napoli abbiamo vinto solo una gara su 4 eppure la classifica dice che siamo secondi a 4 punti dalla vetta. Questo campionato è livellato verso il basso. E se fra qualche mese il distacco dalla vetta fosse questo…

3. Gli allenatori vivono sempre sul filo dell’equilibrio. Fanno delle scelte, se le azzeccano sono fenomeni, se le sbagliano sono incapaci. Stramaccioni ieri sera ha piazzato Guarin trequartista e la mossa si è rivelata azzeccata.

4. E’ una semplice casualità il fatto che contro Parma e Palermo era assente Cassano e l’Inter ha giocato una partita molto opaca? In assenza di Sneijder e aspettando la maturazione di Alvarez e Coutinho, Fantantonio è l’unico che può fare la differenza in questa Inter.

5. Come contro la Juventus siamo riusciti a vincere nonostante un arbitraggio non proprio positivo. Se giochiamo da grande squadra non c’è arbitro che tenga ma è bene tenere sempre desta l’attenzione sulla questione. E se dopo una sconfitta suona come una giustificazione, farlo dopo una vittoria è sempre una cosa molto positiva.

6. Credo che su quel tocco maldestro di Pereira a pochi minuti dalla fine sia gelato il sangue a molti. Cavolo che strizza.

7. Cassano va a battere un calcio d’angolo. Ad un tratto dall’inquadratura larga si vede uno che parte da centrocampo, arriva sparato in area, colpsice al volo il cross di Cassano e buca De Sanctis. Guarin ha fatto un grandissimo gol su uno schema perfetto (in quelle situazioni basta un nulla perché lo schema fallisca). Complimenti a tutta la squadra.

8. Ogni tanto guardo giocare Ranocchia e penso a quello visto lo scorso anno. Siamo sicuri che stiamo parlando dello stesso giocatore? Un mostro difensivo. E lo stesso discorso vale per Juan Jesus che mi sta entusiasmando e sorprendendo partita dopo partita. Aspettando di trovare il vice-Milito, abbiamo già trovato i nuovi Samuel e Lucio.

9. L’ho detto tante volte e lo ribadisco anche stavolta, dopo una vittoria che ci riporta al secondo posto. Non siamo competitivi per lo scudetto. Il nostro obiettivo deve rimanere quello di arrivare nei primi tre. Almeno fino a primavera inoltrata.

10. Qualcuno è rimasto insoddisfatto della prestazione della squadra nel secondo tempo quando abbiamo subito il gioco del Napoli limitandoci a difendere. Sarà sbagliato ma io preferisco soffrire e subire il gioco degli avversari pur di portare a casa i tre punti. E’ quello che conta veramente. Tutto il resto, come direbbe Califano, è noia.
Entius

Inter-Napoli 2-1: il fattore Guarìn, il graffio di Milito


Fiorentina, Milan, Juventus, Napoli
. Eccezion fatta per una Roma che solo adesso si sta riscoprendo ad alti livelli, ed in attesa della Lazio di Klose, il ruolino di marcia dell'Inter di Stramaccioni contro le grandi del campionato è stato sin qui perfetto, al punto da instillare il dubbio su quale sarebbe l'attuale situazione della squadra se non avesse buttato in maniera scriteriata punti importanti contro Siena, Cagliari, Parma e Atalanta. Battagliera, concentrata e coraggiosa contro le big, svogliata e distratta contro le provinciali: questo il paradosso della formazione nerazzurra, acuito ancora di più dalla gara contro il Napoli di Mazzarri vinta grazie alle prodezze di Guarìn e Milito, con la rete di Cavani a rendere di fuoco la mezz'ora finale.

venerdì 7 dicembre 2012

Europa League: un'occasione di crescita per tutti, anche per gli arbitri

L'Inter esulta in uno stadio vuoto
Ci avrei potuto pensare effettivamente, ma ammetto che la pigrizia che mi contraddistingue ed il credo normale senso di rigetto verso la prospettiva di passare circa due ore a 2°C mi hanno facilmente consigliato di non andare a godermi la sfida tra Inter-Neftchi. Peccato, perchè in fondo è stata una sfida divertente, almeno per i secondi 45', e soprattutto ha messo in mostra un bel pò di gioventù che, agli amanti del calcio, provoca sempre curiosità. Chiaro che l'inutilità più assoluta della partita (checchè ne dicano i cialtroni dalle prime pagine) non ha certamente aiutato la volontà, ma dispiace sempre un pò vedere San Siro così tristemente vuoto, sembrava il Teatro Nuovo di Milano nel giorno della presentazione del nuovo movimento politico di Emilio Fede. Ma tralasciamo questi tristi paragoni e passimo alla partita.
Personalmente non ho mai voluto criticare Strama per come ha vissuto l'Europa League in questa prima fase: la sua non è stata una visione snob della competizione, semplicemente ha cercato di trovare serie alternative all'11 titolare. Inutile negarlo, questa rosa non ha due squadre ugualmente competitive, anzi, con un paio di infortuni come abbiamo visto fatica ad averne una, e bisogna dunque ricercare forze fresche da altre parti, magari nei giovani. Usare l'EL per fare debuttare o testare la condizione dei ragazzetti è, a mio parere, leggermente diverso rispetto che schierare totalmente seconde linee senza speranze in campionato. E ieri sera è stato un bel vedere. Al di là di Samuel e Cambiasso, unici Over 30 in campo, la formazione iniziale era composta da ben cinque Under 20 ed un neo ventenne come Coutinho. Età media di 23 anni circa, esclusi i due veterani si abbassava a 20,5 anni. Impressionante, niente da dire. Se poi questi giovani hanno le doti mostrate da Livaja, Benassi e Garritano, beh, è davvero tanta robba (cit.).
Livaja esulta con l'amico e compagno Romanò
Questi tre pischelli sono infatti quelli che maggiormente mi hanno colpito. Su Livaja già avevamo avuto buone indicazioni, ma ieri sera mi è sembrato quasi cresciuto, certamente aiutato dall'imbarazzante livello della retroguardia azera. In ogni caso la freddezza con cui ha trovato i due gol è stata da giocatore di talento, se poi aggiungiamo che per lui c'era anche la tripletta capiamo quanto sia stata ottima la prova del ragazzo. Benassi e Garritano sono invece il plus della serata. Il primo si sistema nella cabina di regia nel mezzo ed a momenti mi mettevo a piangere di commozione: uno che ha due piedi e non due mattoni in regia nel nostro centrocampo non lo vedevo da anni (con tutto il rispetto per i vari Gargano, Mudingayi e così via). Smista palloni, detta i ritmi, osa. Qualche volta sbaglia, ma ci sta, perchè poi ha sempre la necessaria grinta ed attenzione per rimediare. Nel finale si piazza anche al fianco di Cambiasso praticamente in dfiesa e dimostra una duttilità impressionante. Garritano pare invece il talento vero, almeno a mio parere. I numeri ce li ha tutti, la spavalderia che non tracima in arroganza pure, dovrà avere le occasioni ora e spero che vista la limitata lunghezza di rosa in avanti, gliene si offra la possibilità.
L'arbitro di Inter-Neftchi, Emir Aleckovic
Mi rendo conto che leggendo fino a questo punto, uno che non ha visto o letto nulla, si chiede con che scarto l'Inter abbia asfaltato l'allegra compagni di Baku. Invece è finita 2-2, già. La nostra difesa probabilmente non ama giocare al freddo (ma ci si abitui!) e più di una volta sottovaluta gli avversari, lasciando spazi ed occasioni. In più Belec, sinceramente, non mi pare un talento in porta, anche se l'età gioca dalla sua. In ogni caso bisogna anche dire come la sfiga ci abbia visto benissimo ed abbia deciso di abbattersi su di noi (strano eh?) con il considerevole aiuto della classe arbitrale: oltre alla traversa che trema ancora adesso presa da Nagatomo infatti, ci mancano, nel complesso della sfida, almeno un rigore ed un gol. Ad inizio ripresa infatti, il quintetto arbitrale serbo, decide di sfoderare tutte le proprie armi, negando prima un gol netto di Livaja, con palla ben oltre la linea ma incrdibilmente non vista dall'arbitro di porta, e rigore negato dal direttore di gara per un intervento che definire falloso è un eufemismo, su Cassano. Ora, non voglio dic erto mettermi a piagnucolare, ma mi pare assurdo il modo in cui viene gestita la conduzione arbitrale in EL. Non è la prima volta che ci abbattiamo in direttori di gara indegni, almeno per quanto riguarda arbitraggi a questi livelli. Ed io capisco anche la necessità di sfruttare, proprio come fa Strama, l'EL per crescere e trovare nuovi arbitri, però a tutto c'è un limite. Certe conduzioni arbitrali penso facciano più male alla competizione in sè che bene al singolo arbitro che si mette in curriculum una esperienza in più. Ci rifletta Platini, soprattutto quando parla della moviola in campo: un computer, talvolta, è decisamente meglio di certe inenarrabili prestazioni arbitrali.

Andrea
mercoledì 5 dicembre 2012

A proposito di Wesley

L'urlo di Wes: è rottura
Purtroppo è successo: complici un insieme di fattori, dopo la fantastica vittoria nella tana della Juve la squadra si è come “squagliata”. Le tante partite disputate con una rosa limitata, l’inevitabile scadimento di condizione di giocatori ultratrentenni che le hanno giocate praticamente tutte, i conseguenti infortuni, le squalifiche e, ultima ma non ultima, un trittico di arbitraggi da tregenda che hanno minato le certezze e l’entusiasmo di un ambiente, hanno contribuito come a “svuotare” una squadra che, anche se tutt’altro che perfetta ed imbattibile, si era comunque dimostrata quadrata e ben conscia delle proprie qualità come dei propri limiti. E’ stato un po’ come se in quella partita tutti avessero dato tutto quello che avevano fino all’ultima goccia; un po’ come il purosangue che corre come un pazzo al massimo delle sue possibilità fino a scoppiare.

lunedì 3 dicembre 2012

Dieci appunti su Inter-Palermo

1. Bisognava vincere e abbiamo vinto. Cosa c’è di male se lo abbiamo fatto grazie ad una goffa autorete? Non è forse meglio vincere per un maldestro errore dell’avversario piuttosto che vincere grazie ad un chirurgico intervento dell’arbitro?

2. Nelle ultime due gare casalinghe abbiamo fatto punti grazie a due autoreti. Non saremo aiutati dagli arbitraggi ma la buona sorte non ci è del tutto avversa.

3. Perché ho la strana sensazione che Stramaccioni abbia un po’ perso la bussola? Forse perché ha preferito Pereira a Nagatomo? Forse perché ha tolto Zanetti e Milito? Forse perché la squadra non gira più?

4. Coutinho ha tecnica, velocità e buoni numeri ma fargli giocare di tanto in tanto degli spezzoni (raramente gioca 90 minuti) non è certo d’aiuto. E’ un elemento su cui puntare, diamogli più fiducia e facciamolo giocare più spesso.

5. Il Ranocchia dello scorso anno è solo un (brutto) ricordo. Il centrale nerazzurro sfodera l’ennesima prestazione maiuscola giocando in difesa e facendo l’esterno destro. E propizia anche il gol. Cosa chiedere di più.

6. Stramaccioni nella stessa partita sostituisce Zanetti, Cambiasso e Milito. Ennesimo segnale che i Maya avevano ragione e che la fine del mondo è vicina?

7. Difficile dire se si è fatta sentire la mancanza di Cassano e Sneijder oppure no. Magari né l’olandese né Fantantonio avrebbero cambiato la gara. Di sicuro ci è mancato qualcuno che illuminasse il gioco nerazzurro.

8. Sicuri che non ci manchi un vice-Milito? Siamo certi che un centrocampista di qualità lì in mezzo sarebbe superfluo? Siamo proprio convinti che questa rosa sia competitiva?

9. Se ci fosse la possibilità mi piacerebbe dare una randellata nei denti a Samuel per il modo sciocco in cui si fa ammonire. The Wall era diffidato e salterà Inter-Napoli. Al solo pensiero di vedere Silvestre che marca Cavani ho già gli incubi.

10. Appunto finale sulla telecronaca di Cristian Recalcati su Mediaset Premium che per 90 minuti non ha fatto altro che criticare Pereira, Gargano, Coutinho e invocando ad ogni pie sospinto Sneijder. Il tifoso dovrebbe incitare la squadra nei 90 minuti. Magari se sta giocando male ammetterlo, ma questo continuo criticare è irritante. Soprattutto se non riesci a venire a capo di una gara.
Entius
venerdì 30 novembre 2012

Verso Gasp, "mobbingando" Sneijder

Gasp e Wes un anno e mezzo fa
Era una fresca serata di settembre, una di quelle in cui ci si rende conto di dover salutare l'estate per accogliere i caldi colori autunnali. A Novara il fresco arriva un pelo primo che in altre parti d'Italia, ma per l'Inter giunse il gelo: 3-1 per i neo-promossi uomini di Tesser contro gli ex campioni di tutto nerazzurri. L'inizio della fine. Fu l'ultimo incontro tra il popolo nerazzurro e Gasperini, un incontro a termine di una relazione fugace senza amore, ma neppure scosse adrenaliniche sessuali. Fu soltanto un imprevisto, il tentativo di creare qualcosa da due personalità incompantibili, cioè quella pazza ma orgogliosa del club del biscione e quella ambiziosa ma un pizzico troppo conservatrice del tecnico scuola Juventus (e già si doveva capire tutto, forse). Fatto sta che la mattina seguente a quella fresca serata di settembre, Moratti decise di cacciare il tecnico ex Genoa, senza troppi salamalecchi e senza pillole indorate: Gasperini, hai fallito, sei fuori, come direbbe oggi Briatore. Da quel giorno è stata una guerra dialettica, anche se definirla guerra è decisamente eccessivo. Gasp se l'è legata al dito, Moratti non lo ha mai amato. Semplici schermaglie, diatribe fini a sè stesse.

Domenica pomeriggio però San Siro tornerà ad accogliere il Gasp, subentrato a Sannino sulla panchina continuamente traballante del Palermo Zampariniano. Non ci saranno striscioni di saluti, non ci saranno applausi, non ci saranno nemmeno flash nostalgici nelle menti dei tifosi, soltanto la voglia di veder tornare l'Inter vincere. L'Inter di Stramaccioni, un aggettivo possessivo che Gasperini non è mai riuscito a creare legato a quel nome e che lo porterà, probabilmente, a ricercare la vittoria con un pizzico di rabbia agonistica in più. Ma per noi vincere domenica è troppo importante per poter lasciare al tecnico avversario briciole di soddisfazione, dobbiamo ripartire e girare pagina in velocità. Le deludenti prestazioni delle ultime quattro sfide, tra campionato ed EL, non lasciano molte opzioni: la vittoria deve arrivare. Il Palermo sarà privo di Donati (classe nerazzurra) e Miccoli, folletto zarro che vede in noi una delle sue vittime preferite (chi c'era nella bufera di neve di fine gennaio scorso può ben dirlo, ed io c'ero), motivo in più quindi per Strama ed i suoi ragazzi di far tornare il pubblico di San Siro ad esultare, magari convincendo anche un pò visto che poi arriverà il Napoli in una sfida decisiva per la rincorsa sognante alla Juventus.

Wes e Moratti (AP/LaPresse)
Purtroppo però non passa settimana per noi nerazzurri senza che qualche bubbone venga a galla. Stavolta la colpa è del cruccio Sneijder. La situazione è semplice: per due anni lui dovrebbe guadagnare ancora 6 milioni di € a stagione, ma l'Inter non ci sta e nella sua politica spalma tutto, punta a convincerlo a firmare un rinnovo che allungherebbe la sua permanenza in nerazzurro di un anno, facendo scendere il compenso a 4 milioni però, in sostanza 12 milioni in tre anni invece che in due. E mentre Moratti viene invitato all'ONU per parlare con orgoglio del progetto Inter Campus, l'Associazione Mondiale Calciatori punta il dito contro l'Inter, accusandola di mobbing nei confronti dell'olandese. Solo noi cazzo, solo noi potevamo andare all'ONU e subire accuse del genere nello stesso giorno. Ma va beh, comunque, a quanto pare Wes ci sta pensando e finchè non accetterà la decisione non giocherà, a meno che la politica interna alla società non permetta a Strama di fare di testa sua, allora già domenica potremmo vederlo in campo. Un gran casino. Partiamo da un dato di fatto però: non c'è alcuna azione di mobbing. Il giocatore si sta allenando con la squadra, non è fuori rosa, viene da un lungo infortunio che non gli ha permesso di giocare e pertanto nulla vieta che la sua assenza dal campo sia frutto di una scelta puramente tecnica, anche se tutti sappiamo che non è così. Abbandonato però il versante più "giuridico" e teorico del tutto, beh, è innegabile che siamo di fronte all'ennesimo caso gestito malamente dai dirigenti interisti.

Il contratto di Sneijder l'hanno firmato lui e la Società e visto che rimbrottiamo sempre i calciatori di pretendere continui adeguamenti e di fottersene dei contratti, giusto è riconoscere, in questo caso, il fatto che è la Società stessa a non voler riconoscere un accordo che lei stessa ha sviluppato ed accettato qualche tempo fa. Inoltre la gestione del caso Sneijder unita alla gestione di questa estate dei casi Maicon, ma soprattutto Julio Cesar, mostra come i dirigenti tendano un pò troppo a voler calcare la mano. Come puoi creare mercato ad un giocatore se non lo fai giocare? Come puoi pretendere che a gennaio, se Wes non rinnovasse spalmando, arrivi una squadra con 15 milioni di € per un giocatore che non si vede in campo da fine settembre e guadagna quanto Julia Roberts a film? Sono politiche aziendali e mi pare che noi abbiamo ancora qualcosa da imparare al riguardo. Se proprio vogliamo fare i duri, eccheccazzo, facciamolo per bene e senza che ne esca sempre un caso mediatico! Chissà che ha pensato Ban Ki-Moon quando gli hanno presentato Moratti dicendogli "Sa, questo è il Presidente dell'F.C. Internazionale, club calcistico storico italiano. E' qui per un progetto umanitario in aiuto dei bambini di Paesi in difficoltà, ma nel frattempo a Milano i suoi sgherri stanno mobbizando Sneijder, il giocatore che guadagna di più nel club". Magari non ha pensato nulla, ma evitare figure di merda non sarebbe una cattiva idea. E ciò vale per il caso Sneijder tanto quanto per la partita di domenica con il Palermo. Vinciamo. Perdere contro Gasperini sarebbe una figura di merda quasi insopportabile, davvero. 

Andrea
mercoledì 28 novembre 2012

Dieci veloci appunti su Parma-Inter


1. Dopo la vittoria a Torino ci eravamo montati la testa. Questa sconfitta ci riporta con i piedi per terra e ci rammenta che il nostro obiettivo è e rimane arrivare nei primi tre.

2. Finora nel secondo tempo abbiamo disputato ottime gare, spesso finendo in crescendo. Ieri invece nella ripresa siamo stati nulli e dopo il gol subito non abbiamo abbozzato nessuna reazione.

3. Se sai che vincendo potresti andare ad un punto dalla capolista, dovresti scendere in campo come un leone nell’arena e lottare dando il 100%. Ieri invece sembravano delle pecore al pascolo.

4. Sono tra i pochissimi estimatori di Alvarez ma credo sia stato un azzardo schierarlo dall’inizio. E ancora più azzardato lasciarlo in campo per 72 minuti.

5. Che senso ha mettere Livaja ad un minuto dalla fine? Se pensi che possa essere utile lo butti nella mischia almeno 10 minuti prima del fischio finale. Oppure lo lasci in panchina.

6. Tempo e pazienza. Per Stramaccioni che ha molto talento ma poca esperienza (ieri era la sua trentesima partita sulla panchina nerazzurra) e per questa squadra che, come ho più volte scritto, è una squadra “work in progress”. Non si diventa forti e competitivi in un giorno.

7. Questo mese di novembre era iniziato sotto buoni auspici. Peccato che ci siamo persi strada facendo.

8. Lo scorso anno infilammo 7 vittorie consecutive a cui fecero seguito altrettante gare senza vittorie. Non vorranno mica fare lo stesso quest’anno?

9. Questa Inter non può permettersi di lasciare a casa Sneijder. Non entro nel merito dei metodi societari ma in una squadra dove c’è poca qualità, l’olandese è come acqua nel deserto. Le beghe contrattuali risolviamole diversamente.

10. Se Sansone riprova altre 100 volte a fare quell’azione secondo voi quante volte riuscirà a fare gol? Un pizzico di sfortuna non manca mai, anche se comunque un pareggio non avrebbe modificato il giudizio sulla prestazione dei ragazzi.
Entius
lunedì 26 novembre 2012

Parma-Inter 1-0: impotenti


Nella trionfale notte di Torino, subito dopo le prime ore di delirio seguite al triplice fischio, ricordo benissimo il pensiero che mi balenò in mente quando la sbronza iniziava a scemare e la mente tornava ad essere via via più lucida e razionale. Pensai a qualche mese prima, a quella folle rimonta sul Milan capolista coronata nel derby di gennaio che sembrava spalancare porte immense ad una nuova annata di trionfi, ed invece segnò l'inizio del deragliamento della locomotiva lanciatissima allora guidata da Ranieri. Ero terrorizzato che potesse succedere la stessa cosa, che si potessero ripresentare scenari esattamente opposti a quelli che una serata del genere rendeva lecito disegnare.

A Parma abbiamo deragliato in maniera netta, forse definitiva, offrendo uno spettacolo sconcertante e persino offensivo per chi credeva che la gara del Tardini fosse quella dell'assalto alla diligenza dello scudetto e del ritorno a una sola lunghezza di distanza dalla Juventus sconfitta a San Siro dal Milan. Una squadra spenta, senza mordente e imprecisa per 90 minuti lascia l'Emilia con le ossa rotta, arrendendosi ad un gol incredibile di Sansone, capace di farsi 40 metri palla al piede senza che un solo calciatore in maglia nerazzurra riesca in alcun modo a frenarne l'incedere. Un decadimento soprattutto fisico della squadra di Stramaccioni, che contro assatanati come il match-winner, Rosi, Marchionni e soprattutto l'ex-Biabiany perde tutti i confronti diretti e, di conseguenza, la partita.

Poco da recriminare se Milito non calcia in porta mai, Palacio si muove tanto ma senza costrutto, e Guarìn si perde in numeri velleitari dopo un primo tempo di spessore, risultando il più colpevole sul gol subito. E va detto, non è la prima volta che il colombiano pecca di leziosità dando l'ennesima riprova della sua scarsa attitudine a ricoprire un ruolo di interno in un sistema di gioco come quello di Stramaccioni. Senza Gargano (squalificato) e Mudingayi (infortunato), con Sneijder ai box per scelta "tecnico-societaria", e Cassano squalificato, la scelta di Alvarez dal primo minuto come interno del centrocampo a 5 sembra anche sensata, ma il secondo tempo dell'argentino tocca livelli di pochezza imbarazzanti, con Coutinho che comunque nei 20' finali non fa nulla per dimostrare quanto utile sarebbe potuto essere se impiegato dal primo minuto.

Un'Inter che fa la partita nel primo tempo, ma che accusa un crollo preoccupante nella ripresa fino a subire un gol che a certi livelli non è proprio possibile prendere. Della reazione rabbiosa e furibonda vista in altri frangenti, nemmeno l'ombra: i nerazzurri accettano, somatizzano, si arrendono. Senza lottare, senza gettare il cuore oltre l'ostacolo: una resa senza condizioni.

Il Napoli, vittorioso ben oltre i suoi meriti a Cagliari, compie il vero balzo di giornata scavalcandoci e portandosi al secondo posto a -2 dalla Juve, mentre la Fiorentina di Montella, capace di impattare 2-2 a Torino nonostante assenze pesanti come macigni, opera l'aggancio al podio. Insomma, peggio di così, questa giornata difficilmente sarebbe potuta andare.

L'euforia per aver ritrovato una squadra finalmente ambiziosa e capace di grandi risultati è stata colpita a morte, questa sera. Dopo Torino, la Juventus ha raccolto quattro punti in tre partite, ovvero un qualcosa su cui tutti noi avremmo firmato con il sangue affinchè succedesse: bè, noi con Atalanta, Cagliari, e Parma ne abbiamo raccolto solo uno, rischiando peraltro di non fare neanche quello. Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, ma in una realtà ipotetica avremmo avuto la potenziale opportunità di essere, in questo momento, in fuga solitaria. Ovviamente questo non significa niente, è una considerazione che vuole solo dare la dimensione di quanto immatura è stata la gestione di quella vittoria, e di come gli infortuni e il doppio impegno abbiano messo a nudo tutte le pecche strutturali di una squadra che non è ancora pronta a competere per grandi traguardi.

La gara col Palermo diventa decisiva per tante ragioni adesso: già, perchè fino a due settimane fa sembrava che il nostro unico problema fosse diventato arrivare primi o secondi, mentre la dura realtà emersa dal campo è che non possiamo più commettere passi falsi di nessun tipo per non vederci scivolare di nuovo l'Europa che conta dalle mani. Si va avanti, colpiti nel vivo, certamente un pò delusi: perchè perdere si può, ma l'Inter vista questa sera ha rievocato spettri che parevano essere ormai stati mandati via dalla rivoluzione copernicana della scorsa estate.

PARMA-INTER 1-0 (pt 0-0) 

MARCATORI: 29' st Sansone

PARMA (4-3-3): Mirante, Rosi (28' st Benalouane), Zaccardo, Paletta, Gobbi, Marchionni, Valdes, Acquah, Biabiany, Amauri, Sansone (31' st Belfodil). (1 Pavarini, 91 Bajza, 6 Lucarelli, 39 Fideleff, 13 Santacroce, 77 Ninis, 19 Musacci, 4 Morrone, 23 Arteaga, 17 Palladino). All.: Donadoni.

INTER (3-5-2): Handanovic, Ranocchia, Samuel, Juan Jesus (40' st Duncan), Zanetti, Guarin, Cambiasso (41' st Livaja), Alvarez (27' st Coutinho), Nagatomo, Milito, Palacio. (12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 42 Jonathan, 17 Mariga, 24 Benassi, 52 Romanò, 31 Pereira). All.: Stramaccioni.

ARBITRO: Banti di Livorno.

NOTE: angoli: 8-7 per il Parma. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Gobbi, Palacio, Valdes, Duncan per gioco scorretto. Spettatori: 16.147 (di cui 9.182 abbonati) per un incasso di 250.845,8 euro

Antonio
venerdì 23 novembre 2012

Rubin-Inter 3-0, gioventù bruciate?

Benassi vs Kazaev in Rubin-Inter 3-0
Francamente conta poco e ce ne frega altrettanto, inutile girarci attorno o fare finta di essere disperati. Si, qualche sfottò arriverà comunque, ne sono consapevole, però non ci tangerà granchè, credo che saremo anche in grado, per un giorno, di soprassedere. La sconfitta rimediata ieri in terra russa con il Rubin Kazan fa male più alle statistiche che all'orgoglio, anche perchè il turno ce l'avevamo in saccoccia da un match ed il risultato mente più di un Pinocchio con un metro e mezzo di naso. Loro hanno fatto tre tiri e tre gol, amen. Ciò chiaramente non è una indicazione positiva, tutt'altro, sulla difesa c'è da lavorare eccome, serve maggiore concentrazione, attenzione, e se fosse possibile eliminare Johnathan per sempre dall'11 titolare sarei molto grato a Stramaccioni ed a tutto la staff tecnico, ma sono indicazioni di massima, non certo pesanti recriminazioni verso la squadra.

Il nostro giovane tecnico, a vederlo ancora un pò girato di cazzo dalla sfida con il Cagliari, decide di portare a Kazan in gita la Primavera e un pò degli Allievi e non mi sono sentito di dargli torto: con tutti gli infortuni che abbiamo e che abbiamo avuto, in un match che non conta granchè, la cosa migliore è certamente schierare chi ha gamba e (si pensa) voglia di stupire. Purtroppo non si considera anche la paura, la normale timidezza del debuttante, buttato in campo in una situazione metereologica, tra l'altro, alquanto proibitiva (se non erro picchi di meno diversi gradi sotto lo zero). Dunque ci sono i giovani che hanno peccato di normale tremarella da prima gara, altri che invece si sono dimostrati deconcentrati e sarà su di essi che bisognerà lavorare. Ma vediamo, nello specifico, la partita di ognuno di loro:

Vid Belec: Non proprio fortunato diciamo. Come con il Vaslui entra in campo e piglia gol, allora su rigore, oggi su una azione ridicola. Per il resto....non tocca mai la palla con le mani perchè le uniche conclusioni dirette a rete del Rubin finiscono in gol. Da rivedere, ma nel futuro nerazzurro diciamo che ci si aspetta altro.
Juan Jesus: Niente tremarella da debutto, ma concentrazione ai minimi storici e l'impatto di gara, con quel palo che evita un autogol da figura di merda colossale ma che regala, allo stesso tempo, il vantaggio ai russi, la dice tutta. Il cervello gli va ricalibrato, a Strama il compito.
Il giovane Donkor non contrasta Rondòn sul 2-0
Donkor: 1995, pazzesco. Purtroppo per lui si vede anche. Ha qualità, questo è indubbio, e riesce ad evitare il 2-0 a Karadeniz dopo essere entrato per Ranocchia, poi però, contro l'esperto e fisicato Rondòn, perde malamente l'uno contro uno e gli regala i due gol finali. Già stella per la Primavera, per la prima squadra ripassare tra un paio di anni.
Romanò: Il capitano junior. Corre, combatte ma non punge. Dicono sia molto bravo negli inserimenti (lo è in effetti), ma non lo dimostra, troppo rigido, con un ragazzino alla cresima. Tempo per crescere c'è, nella ripresa lancia sprazzi di qualità, ma è troppo poco per definire positiva la sua gara.
Benassi: Bene Benassi. Il titolare più giovane, 1994, è anche il migliore alla fine dei conti. In mezzo al campo se la gioca con tutti, dimostrando carattere ma anche un tocco palla niente male. Non illumina, ma convince e lascia una buona impressione per il futuro. Da rivedere sul campo.
Coutinho: Gioca a nascondino tutta la gara e possiamo dire che alla fine vince perchè sono più le volte in cui non lo si trova di quelle in cui invece lo si sgama. Niente da fare, il suo talento va a sprazzi e se quando ha palla sembra sempre sul punto di fare la giocata storica, quando non ce l'ha, spesso, si addormenta e non aiuta. Non crediamo in lui, dobbiamo dargli fiducia.
Livaja: Ragazzo strano. Gioca in modo umile, ma appena ha una palla buona vuole fare la giocata della vita per trovare il gol e diventare l'eroe del giorno. In realtà, da solo, dimostra di non saper tenere in piedi neppure mezzo reparto ancora e se Cou gli dà una mano soltanto a tratti, beh, diventa dura. Non convince neppure Strama, che stravede per lui, ma gli preferisce la certezza Palacio ad inizio ripresa. 

Che dire, come vediamo sono stati davvero tanti i giovani in campo ieri ed il rischio è serio: la brutta sconfitta (almeno nel risultato) può essere un colpo pesante sul morale e sulla psicologia di alcuni di loro? Insomma, questa prestazione non brillantissima li ha bruciati? Non credo. Ad inizio dicembre ci aspetterà un match decisamente più semplice ed altrettanto inutile in casa, contro il Neftchi, e lì io proverei a puntare nuovamente su diversi di loro. Con il calore del pubblico interno ed una squadra di decisamente più bassa caratura contro, potrebbero trovare quell'autostima che la tremarella del debutto intacca fortemente. Qui non c'è alcuna gioventù bruciata, soltanto una linea di verde da crescere ed accudire e l'impressione è che Stramaccioni abbia le doti per farlo con intelligenza.

Andrea
mercoledì 21 novembre 2012

Il giusto livello di incazzatura

Non mi soffermerò in questa occasione più di tanto sull’aspetto di un ritorno al passato paventato anche dal nostro Presidente, dal momento che io ne ero già assolutamente convinto a inizio stagione; figuriamoci ora.Niente di nuovo sotto il sole dunque, come si suol dire. Quello su cui volevo invitarvi a riflettere è la reazione dell’ambiente Inter, culminata ovviamente nella presa di posizione di Moratti; anche perché è stato praticamente l’unico della Società ad esprimersi pubblicamente.

martedì 20 novembre 2012

Otto Appunti dopo Inter-Cagliari


1. Se l’Inter ieri non ha portato a casa i tre punti è sicuramente per demerito nostro. Abbiamo trovato il vantaggio dopo pochi minuti e a quel punto la si poteva chiudere senza troppi patemi. Nel secondo tempo abbiamo attaccato in modo confusionario. E se Milito sbaglia certi gol…

2. E sono tre. Tre gare consecutive in cui ci capitano decisioni arbitrali discutibili a nostro sfavore. A Torino ci è andata bene, a Bergamo e ieri un po’ meno. Se due indizi fanno una prova, figuriamoci tre. Qualcuno è ancora convinto che sia una casualità?

domenica 18 novembre 2012

Inter-Cagliari 2-2: apocalypse now


A pochi minuti dal triplice fischio del direttore di gara, avevo già in mente come descrivere questo match che andava via via adagiandosi su un giusto 2-2, premiando un bel Cagliari ed un'Inter brava come sempre a complicarsi la vita fino a rischiare il tracollo. Tanta la rabbia per l'ennesima, ghiottissima occasione sprecata, tanti gli appunti da fare ad una squadra che è tornata a commettere vecchi errori e qualche perplessità per la disposizione in campo che ha convinto poco, sovraespondoci a rischi eccessivi e obiettivamente intollerabili a certi livelli.

venerdì 16 novembre 2012

Verso il Cagliari tra sussurri di mercato ed il mistero Sneijder

L'Inter di Strama al lavoro
Le Nazionali ci sono state, ma siccome erano match di un interesse talmente basso che credo che sia stata anche una delle prime volte in cui l'Italia ha ottenuto un audience ridicolo, il campionato non si ferma e questo weekend si torna in campo. I nostri nerazzurri sono reduci da una deludente sconfitta provocata dagli altri nerazzurri, gli orobici, che ha fatto tornare coi piedi per terra tutti quelli che, per un paio di settimane, avevano iniziato a volare. Voli pindarici ovviamente, perchè davanti a questa Juve che procede a passo sostenuto e rapido è davvero difficile riuscire a pensare di poter competere per lo Scudetto.

mercoledì 14 novembre 2012

Facchetti, Moggi, l'Inter e la Juve: lettera aperta a Mario Sconcerti

Mario Sconcerti, giornalista ed opinionista a Sky
Questo post è una lettera di replica indirizzata al Sig. Mario Sconcerti che, intervistato dalla redazione di  FC Inter 1908 in merito al fatto che avesse definito Conte “eroe” per omessa denuncia di illecito e che avesse sostenuto che Moggi e Facchetti erano da considerarsi praticamente sullo stesso piano, ha dovuto evidentemente fare una parziale retromarcia: ha ammesso che quella su Conte era una provocazione e ha negato di avere messo sullo stesso piano Moggi e Facchetti, ma semplicemente di aver affermato che anche Facchetti aveva tenuto comportamenti non regolamentari e quindi la Società Inter F.C. non andava premiata con lo scudetto 2006. Sono ormai argomenti triti e ritriti, dibattuti fino alla nausea e sul merito dei quali non vorremmo tornare; ma nell’intervista ci sono delle affermazioni del Sig. Sconcerti sulle quali vale la pena di fermarsi un attimo a riflettere.

lunedì 12 novembre 2012

Dieci Appunti Sulla Prima Sconfitta Stagionale In Trasferta


1. Prima o poi doveva succedere. Ed è successo ieri sera. Da qui a fine stagione era molto improbabile che le avremmo vinte tutte, quindi mi pare ovvio che la striscia di vittorie si doveva interrompere. Magari avremmo preferito che si fermasse con un pari ma va bene così.

2. Meglio aver perso con l’Atalanta ieri sera che una settimana fa con la Juventus. Su questo siete d’accordo tutti, vero?

domenica 11 novembre 2012

Da un 1-3 ad un 3-2, il lungo viaggio dalla Juventus alla sconfitta con l'Atalanta

Bonaventura ha aperto le marcature al 9' pt
Un viaggio, durato una settimana, una settimana intensa, ricca di emozioni, cambiamenti, evoluzioni ed involuzioni. Come cambiano le cose nel giro di una settimana. Preparatevi amici nerazzurri, non sarà un lunedì facile, capiterà anche che qualche gobbo, al bar, al lavoro o a scuola, passi e vi dia la mano dicendovi: "Beh, dobbiamo ringraziarvi, senza la sconfitta di sabato scorso non avremmo ritrovato la fame dei tempi passati". Cazzate, tutte cazzate. Se la Juventus, dopo aver preso una bella lezione di umiltà da parte nostra, invece che Nordsjaelland e Pescara avesse incontrato Chelsea e Fiorentina, beh, le cose sarebbero state sicuramente diverse. Loro sono forti, più forti di noi, ma hanno avuto culo nel calendario. Noi abbiamo avuto sfiga in infermeria. Non è un alibi ed è lo stesso Stramaccioni, coraggiosamente, a sottolinearlo, ma dirlo è giusto perchè per come siamo fatti noi interisti saremmo capacissimi ora, dopo la sconfitta con l'Atalanta, di chiedere l'esonero del mister.

venerdì 9 novembre 2012

Palacio e Guarin da 10 (vittorie) e l'Inter batte 1-3 il Partizan. Ora testa all'Atalanta

Palacio e Guarin esultano: sono i protagonisti della serata
Non ci fermiamo più, soprattutto lotano dal caro San Siro. Dieci vittorie consecutive in trasferta, praticamente le abbiamo vinte tutte, e per Strama iniziano ad accendersi le vie dei record. Ieri sera, a Belgrado, la squadra s'è imposta per 1-3 sul Partizan, oggettivamente dimostratosi realmente poca roba. A noi ci è servito un Palacio in versione normale, perchè questo giocatore, anche non al 100%, ti sforna prestazioni del genere (sento lontane eco di chi si lamentava del suo acquisto.....), ed un Guarin che, quando finalmente ha avuto qualcuno davanti con cui realmente dialogare e non l'elemento estraneo che è stato Livaja, ha rotto in due il gioco avversario ed ha cambiato marcia all'Inter. In termini generali non siamo stati bellissimi o fortissimi, abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro.

giovedì 8 novembre 2012

"New media & digital football" e Recycle Football: Marcel Vulpis spiega a Inter Cafè come può cambiare il calcio italiano

"New Media & Digital Football", L&V Editrice, 24,50 €
Se oggi noi siamo qui a scrivere di calcio e di Inter in particolare, sicuramente molto merito va alle immense possibilità che la rete, il World Wide Web, ci regala. Tra esse, i social network ed in generale i new media (Youtube in primis) sono le nuove piazze dove far sentire la nostra voce. Non c'è bisogno di urlare, di starnazzare come fanno in tivù, semplicemente si può offrire la propria opinione al pubblico e poi sarà l'interesse, la curiosità, l'amore per dei colori in questo caso, ad avvicinare voi lettori a noi. Internet è un'occasione che sempre più persone hanno deciso di cogliere al volo, con coraggio e spensieratezza (no Strama, non ti stiamo tirando in causa), anche magari per lanciare progetti innovativi e belli, davvero belli, perchè possono fare bene a tutti. In questa immensa distesa di informazioni ed occasioni che è la rete, curioso è vedere come le società calcistiche tentino di sfruttarla al meglio e come persone dotate di ingegno siano in grado di fare partire idee nuove. Marcel Vulpis è il direttore del sito SportEconomy.it, esperto di business e marketing sportivo, ed ha accettato di fare quattro chiacchere al riguardo con noi. In particolare ci siamo soffermati sull'e-book "New Media & Digital Football" (L&V Editrice, prezzo 24,50 €, acquistabile QUI), di cui è coautore, e sull'interessante progetto RECYCLE FOOTBALL.

martedì 6 novembre 2012

San Giuan fa Minga Ingann


Non è facile scrivere qualcosa di non già detto dopo l’anticipo di campionato di Torino, ma la prima cosa che viene spontanea da rilevare è che, contrariamente agli auspici di potere assistere a una gara regolare e senza grosse porcate, hanno provato, in barba ad ogni minima decenza, ad organizzare l’ennesima rapina a mano armata nei nostri confronti. Nemmeno una settimana dopo lo scandalo di Catania e la settimana di polemiche furiose, ci hanno riprovato “belli così” e come se niente fosse, quasi potessero contare non solo su un’immunità assoluta ma quasi sull'approvazione di qualcuno.

lunedì 5 novembre 2012

Dieci “Spensierate” Considerazioni Su Juventus-Inter


1. Un gol dopo 18 secondi in evidente fuorigioco, una mancata seconda ammonizione che voleva dire espulsione. Per 45 minuti Tagliavento e i suoi collaboratori hanno pesantemente influenzato l’andamento della gara. La vittoria nerazzurra ha fatto passare in secondo piano la cosa ma non dobbiamo assolutamente farla passare in secondo piano (non a caso l’ho messo come primo punto), non sempre ci sarà un’Inter capace di ribaltare la situazione nonostante tutto (vedi Catania).

2. In quanti avrebbero avuto le palle per presentarsi a Torino contro la Juventus giocando con tre punte di ruolo? Se questo doveva essere l’esame di maturità di Stramaccioni, direi che l’ha superato alla grande dimostrando di aver preparato bene la partita e di saperla aggiustare strada facendo. Cosa che ha sempre fatto, ma nessuno se n’è mai accorto.

3. Nel pregara Marotta, commentando la scelta offensiva di Stramaccioni ha detto “la spensieratezza tattica dell’Inter la conosciamo”. Dopo aver preso tre pere a domicilio è ancora convinto di conoscere la spensieratezza tattica dell’Inter? E soprattutto è ancora convinto che si tratti proprio di spensieratezza tattica?

4. Stramaccioni come Mourinho? No, Stramaccioni meglio di Mourinho (tuoni e fulmini sulla mia testa). Lo Special One dopo gli episodi avversi avrebbe infiammato la situazione con gesti plateali (vedi manette). Invece Strama ha mantenuto la calma e soprattutto l’ha trasmessa alla squadra che nonostante gol in fuorigioco ed espulsioni mancate ha continuato a macinare gioco e a dare prova di maturità.

5. Il mio timore era che, come spesso successo negli ultimi anni, saremmo andati a Torino e ci saremmo sciolti come neve al sole. Invece abbiamo giocato alla pari con la capolista, dando dimostrazione di forza e maturità.

6. L’importanza di avere Milito. Arbitraggi a parte, decisivo è stato il fatto di avere o non avere Milito (e Palacio). L’Inter ha un attaccante capace di fare reparto da solo, di fare salire la squadra, di buttarla dentro quando serve. Alla Juventus uno così manca. E si è visto.

7. Proprio una settimana fa avevo parlato di lui come uno da recuperare al più presto. Guarin, dopo la buona prestazione con la Sampdoria, ha confermato di essere tornato alla grande. I due gol della vittoria sono passati dai suoi piedi, non è solo una casualità.

8. Andare a Torino, espugnare lo Juventus Stadium, interrompere l’imbattibilità bianconera che durava da 49 giornate e dare una lezione di calcio alla capolista. Una cosa del genere era nella mente e nei sogni di molti tifosi nerazzurri. Ma in poiché pensavano che potesse diventare realtà. Ed era diventata quasi utopia dopo 45 minuti. Il calcio qualche volta sa regalare emozioni insperate e bellissime.

9. Aver battuto la Juventus a domicilio dopo una gara quasi perfetta ci autorizza a sperare di poter lottare per il titolo. Al di là della gioia e della soddisfazione per l’impresa credo che cambi poco per quanto riguarda le forze del campionato. La Juventus rimane la grande favorita ed è un gradino sopra di noi.

10. Adesso tutti bravi ad elogiare Stramaccioni, a tesserne le lodi ma in quanti a luglio pensavano che questo ragazzo senza esperienza fosse l’uomo giusto per la panchina nerazzurra? (Per inciso, il sottoscritto ha creduto ciecamente in lui fin dal primo giorno e i fatti mi hanno dato ragione).

Entius
domenica 4 novembre 2012

Juventus-Inter 1-3: più forti della vergogna, noi abbiamo DIEGO MILITO


Sarebbe stato lecito aspettarsi un articolo a caldo, nel quale sciorinare tutto il susseguirsi di emozioni di un sabato sera iniziato come il peggiore dei film horror e terminato in un trionfo roboante che restituisce un minimo di credibilità ad un campionato colpito a morte da uno staff arbitrale ben oltre i limiti della decenza. Nessuno di noi se l'è sentita di scrivere di getto, l'adrenalina avrebbe partorito un pezzo che di obiettivo avrebbe avuto molto poco e soprattutto avrebbe rischiato di mettere su un piano secondario una delle imprese più belle della nostra storia recente.

sabato 3 novembre 2012

Inter, 3-5-2 o 3-4-3 con la Juventus?

Juventus-Inter, 3/11/2012, ore 20:45
Eccoci, ci siamo. Il turno infrasettimanale non ha permesso di arrivare a questa partita con il cuore pieno di emozioni e pressioni, ma ci siamo, e per essere qui abbiamo dovuto lavorato tutta un'estate ed abbiamo sudato e costruito per dieci giornate di campionato. Juventus-Inter torna ad essere una sfida di vertice finalmente. Non solo la storia, la rivalità, il Derby d'Italia, l'odio sportivo, la diametralmente opposta visione della vita calcistica, ora torna ad esserci in palio anche la gloria e la classifica, i punti pesanti che possono riaprire un libro che pareva già destinato ad essere chiuso. La Juventus è fortissima, non perde da circa 50 partite ed in dieci giornate ha fatto 28 punti, numeri da record. Ma noi, zitti zitti, siamo li, a sperarci, a sognare, dopo che sinceramente era difficile poter prevedere di arrivare a inizio novembre in queste condizioni. Stramaccioni ed i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico e per questo, comunque andrà, niente sarà distrutto o totalmente rivalutato, ma noi tifosi dovremo fare il nostro, mettendoci il cuore e l'amore che proviamo vesro i nostri colori.

venerdì 2 novembre 2012

Dieci Annotazioni Su Inter-Sampdoria (con un occhio a Juventus-Inter)


1. Ieri sera contava solo vincere per avvicinarci alla grande sfida di sabato sera nei migliore dei modi. Seppur con qualche brivido di troppo e con qualche affanno ci siamo riusciti. E ora occhi puntati su Juventus-Inter.

2. Puoi preparare la partita nel migliore dei modi possibili e schierare 11 campioni ma qualche volta sono gli episodi a decidere la partita. E la sfida di ieri sera ne è un esempio lampante. L’Inter si è ritrovata in svantaggio per un pasticcio difensivo. E la Sampdoria, che fino a quel momento aveva giocato una buona gara, è stata condannata dal rigore con espulsione (anche se la sensazione è che ce l’avremmo fatta anche in 11 contro 11).

martedì 30 ottobre 2012

Catania-Juve, son tornati i tempi cupi..



L’avevamo detto più volte in quest’ultimo anno e mezzo, senza urlarlo a squarciagola forse, dal momento che di voce ne avevamo pochina, impegnata più che altro a riflettere sui problemi di casa nostra: siamo tornati indietro di trent’anni. Dico trent'anni perché mi riferisco al periodo antecedente all’ assunzione di Moggi come Direttore Generale della Juventus, quando alla dirigenza bianconera di allora bastava la sudditanza sulla classe dirigenziale della FGCI e su quella arbitrale; hanno fatto finta di cambiare tutto dopo il 2006, ma qualche persona giusta al posto giusto e zacchete! Il gioco è fatto.

lunedì 29 ottobre 2012

Sette appunti su Bologna-Inter ed uno sulla Juventus


1. Di partita in partita stiamo guadagnando solidità e continuità di risultati. Sembra di rivedere l’Inter di Mancini e Mourinho per tranquillità e sicurezza nei propri mezzi. Un buon segnale per il futuro.

2. Ottava vittoria in trasferta su otto gare. Abbiamo fatto otto, facciamo nove. Giusto sabato sera c’è un’altra trasferta…

3. Ranocchia e Cambiasso. I gol di Little Frog e Cuchu sono il giusto premio a due giocatori che in questo scorcio di stagione stanno dando il massimo risultando spesso tra i migliori.

domenica 28 ottobre 2012

Tre graffi a Bologna, l'Inter tiene il passo


Con negli occhi ancora vive le immagini della vergogna del Massimino, l'Inter di Stramaccioni scende in campo al consueto orario pomeridiano sotto una pioggia scrosciante e contro un avvesario tosto e affamato di punti. Il risultato maturato sul campo, e senza porcherie come quella a cui nostro malgrado abbiamo assistito poco prima del fischio d'inizio, è un eloquente 3-1 figlio di una prestazione da squadra vera, capace di soffrire il veemente inizio dei padroni di casa, colpire nel loro momento migliore e legittimare poi una meritata vittoria nella seconda frazione di gioco. Le scelte di Strama pagano ancora una volta, ed è impossibile non riconoscere la mano del tecnico sull'andamento di una squadra che dopo il Siena non ha più sbagliato un colpo. Difesa solida, squadra che cresce di partita in partita, una fisionomia che si va delineando con scelte ben precise, ed il capolavoro del recupero di un Cambiasso che se manterrà il livello delle ultime uscite può essere il vero valore aggiunto della stagione nerazzurra.

sabato 27 ottobre 2012

La fine di Sneijder all'Inter? Andiamoci piano

Sneijder, un punto di domanda
L'argomento piace, piace assai, soprattutto a chi interista non è ed a giornalisti dalla penna calda: Sneijder, in questa Inter, non ha più spazio. Prima il 3-5-2, poi il 3-4-3, di certo non moduli adatti al gioco che ama fare il trequartista olandese, tra le linee e senza troppe pressioni tattiche che gli vengono imposte dalla panchina. E non si illuda chi vede, nell'uso di Coutinho, la possibilità di Wes di sostituirsi al brasiliano tascabile una volta che tornerà, perchè, come detto in passato proprio in questo blog, i due rappresentano due idee di "fantasista" diverse, talvolta complementari e coordinabili, ok, non di certo però alternative. Ora che anche Cou s'è rotto comunque, l'unica vera scelta che potrebbe fare Strama sulla linea della trequarti offensiva sarebbe l'inserimento di Alvarez che però, un volta di più, è anch'esso diverso ai primi due, sia per caratteristiche che per movimenti. Ok, sono tre giocatori molto tecnici, non attaccanti ma nemmeno centrocampisti, eppure uno diverso dall'altro.

giovedì 25 ottobre 2012

Trenza-gol, l'Inter supera l'ostacolo Partizan


Il confine tra una vittoria e una sconfitta è spesso labile, ma difficilmente potrebbe esserlo più di quanto non lo sia stato in questa serata di Europa League che di fatto consegna l'Inter al turno successivo a meno di harakiri clamorosi e matematicamente difficili anche solo da ipotizzare.

Succede tutto al minuto 43 del secondo tempo: contropiede assassino dei serbi, con Markovic (il termine "velocissimo" non definisce appieno le qualità atletiche di questo interessantissimo calciatore) che si invola verso Handanovic senza che nessuno riesca a prenderlo, calciando male ed esaltando i riflessi del portiere nerazzurro, che fa un mezzo miracolo. Capovolgimento di fronte, cross in area dalla destra di Milito e colpo di testa vincente di Palacio, uno che a dispetto di guai fisici e logiche di turnover mantiene una media gol decisamente disumana: 1-0, partita che si sblocca dalla parte giusta e che va in porto senza ulteriori patemi fino al triplice fischio del direttore di gara. Qualificazione che adesso, complice la vittoria del Rubin Kazan contro gli azeri, è praticamente in ghiaccio e potrebbe essere matematica già dalla prossima gara.


lunedì 22 ottobre 2012

Sette appunti su Inter-Catania


1. Quinta vittoria consecutiva tra campionato e Europa League. Dopo il punto più basso di questo inizio stagione (la sconfitta casalinga col Siena) abbiamo iniziato a risalire la china e a guadagnare solidità. La difesa a tre è sempre più una certezza e la davanti abbiamo un bel pò di gente che può fare la differenza.

2. Non ha avuto paura qualche settimana fa di lanciare la difesa a tre che costò la panchina ad un suo predecessore. Non ha avuto timore quando si è trattato di dare una maglia da titolare a Juan Jesus. E ieri non ha avuto dubbi nel lanciare un tridente offensivo che, con la difesa a tre, poteva rivelarsi letale. Se Andrea Stramaccioni è un allenatore con le palle o se finora è stato solo eccessivamente fortunato non lo sappiamo con certezza. Di sicuro, per citare Mou, non è mica un pirla.

domenica 21 ottobre 2012

Con i piedi di Cassano e la treccia di Palacio: Inter-Catania 2-0

Palacio festeggia il 2-0 all'85° minuto
Avevamo detto (avevo detto) che il tridente pesante, contro il Catania, non è che ci (mi) garbava così tanto, che forse contro una squadra così veloce e tecnica la cosa migliroe fosse coprirci e sperare che, là davanti, alla fine arrivasse comunque una invenzione. Stramaccioni invece, camaleontico come pochi hanno dimostrato di essere in questo avvio di stagione, ha puntanto ancora una volta sull'effetto sorpresa ed ha deciso di puntare sul trio Milito-Cassano-Palacio per vincere, in casa, sugli etnei. Ed ha avuto ragione, perchè alla fine, a segnare, sono stati Cassano e Palacio, con Milito comunque decisamente sufficiente e con la retroguardia che ha saputo sopportare alla perfezione la velocità di Gomez e Barrientos.

sabato 20 ottobre 2012

Inter-Catania, la crescita passa da qui


La proverbiale buccia di banana è lì, facilmente visibile, ma comunque insidiosa. Il derby ci ha consegnato delle verità su cui abbiamo discusso in queste due settimane di forzata astinenza da campionato, e forse per certi versi è stato un bene fermarsi proprio quando l'euforia per una ritrovata solidità ed una vittoria nella stracittadina avrebbero potuto rendere la gara di domenica contro il Catania di Maran ancora più delicata e ricca di potenziali tranelli.

giovedì 18 ottobre 2012

La voglia matta di parlare di Inter (sempre e comunque)

Ranocchia, indagato per illecito
La voglia matta alla quale si fa riferimento, è quella dei vari organi di stampa di volere a tutti i costi tirare in mezzo l’Inter  nel calderone del calcioscommesse. E’ una situazione alla quale eravamo preparati, avendola puntualmente prevista già un anno e mezzo fa quando circolavano le prime voci; questo non toglie che sia opportuna qualche riflessione da parte nostra. Ci hanno provato prima con Inter-Chievo 4-3 penultima giornata del campionato del Triplete, partita nella quale l’Inter si giocava tutto e il Chievo la giocò alla morte, manco fosse una finale di Champions; l’ultima giornata i “mussi” andarono a Roma, partita decisiva per lo scudetto, schierando cinque riserve e andando sotto di due gol dopo la prima mezz’ora, ma qui nessuno ci trovò nulla da ridire. Ci hanno riprovato con Napoli-Inter 1-1, ultima giornata della stagione 2010/11, occasione nella quale col pareggio entrambe le squadre ottenevano la qualificazione in Champions; per cui direi che non si trattava proprio della partita ideale sulla quale scommettere. Inutile sottolineare che si è risolto tutto nella classica “bolla di sapone”.

mercoledì 17 ottobre 2012

Cassano l'irriverente e Bonucci, ex interista, juventino professionista

Una finta lite tra Bonucci e Cassano in azzurro...
"La Juventus l'ho già rifiutata tre volte, non fa per me. Lì mi danno l'idea di volere soltanto soldatini, gente che va sempre dritta. Io sono uno che spesso esce dai binari"

Parola di Antonio Cassano. L'altra sera, ospite a Che Tempo Che Fa di Fazio, il nostro numero 99, come spesso in passato davanti ad un microfono, si lascia andare, a ruota libera, dimostrando una simpatia dialettica direttamente proporzionale al suo talento con i piedi. Ma, d'abitudine, non ha mancato di scoccare qualche frecciatina e, tralasciando quella rivolta a Prandelli ed in generale alla Nazionale, è interessante sottolineare quella lanciata alla Juventus. I bianconeri, del resto, non hanno mai nascosto come, nella loro società, preferiscano giocatori più quadrati rispetto a quelli passati dalle nostre parti, il pugno di ferro in quel di Vinovo è storia antica e non per forza negativa, anzi.

lunedì 15 ottobre 2012

Ligabue, l'Inter e quella voglia di "urlare contro il cielo"


"Se tu ti permetti di pensare che il meglio deve ancora venire non è detto che capiterà, ma intanto il tuo presente grazie a quel pensiero sarà già più degno di essere vissuto" 

Luciano Ligabue non è certo quello che si può definire un interista come tutti gli altri. E no, non solo per il suo essere un artista eccezionale che ha scritto la storia della canzone italiana, ma anche e soprattutto perchè a San Siro, ogni volta che i ragazzi scendono in campo, la melodia graffiante della sua "Urlando contro il cielo" è sempre lì, a dare quel qualcosa in più a quella cornice già di per sè meravigliosa. 

Ricordo ancora quando per circostanze fortunate, dopo un concerto a Reggio Calabria tornai verso Messina con alcuni amici, e sbagliando strada fummo costretti a salire sul traghetto successivo, dove neanche a farlo apposta trovammo tutta la band al completo che proseguiva il suo tour verso la Sicilia. Ovviamente le auto furono prese d'assalto come diligenze nel vecchio West, e quando finalmente fu il mio turno di scambiare una veloce battuta con Luciano ed avere il suo autografo, tirai fuori il biglietto di un vecchio Inter-Bayer Leverkusen e gli chiesi di mettere la sua firma lì. Accettò con un sorriso che tradiva una comprensibile stanchezza, e quando un simpaticone di fede sbagliata gli urlò ironicamente "Liga, questo è l'anno buono" il rocker emiliano in barba alle convenzioni si portò una mano ai gioiellini di famiglia sbuffando, come a voler scacciare l'anatema lanciato da quel corvo con cui era costretto a dividere 20 minuti di traversata. Un gesto da nerazzurro consumato, a cui fece seguito una fragorosa risata generale: era un periodo avaro di soddisfazioni, ma noi in fondo abbiamo sempre saputo riderci su anche quando le prospettive erano più nere della mezzanotte.