 |
| Guerra di stelle tra Inter e Juventus |
Eccoci qua, dopo un giorno di gioia ed allo stesso di riflessione, perchè vedere gioire, grazie (anche) a noi gli juventini non può essere un elemento che passa sotto silenzio: fa male, perchè in fondo, sulla carta, noi non avevamo nulla di meno di loro, ma psicologicamente invece eravamo e siamo ad una distanza siderale. Ci è mancata la voglia, ci è mancato l'entusiasmo, ci è mancata la grinta, ci sono mancate le palle, ci sono mancate le gambe, ci sono mancati i polmoni, ci è mancata la concentrazione. Altro? Si, la lista sarebbe lunga e sarebbe anche la foto perfetta del perchè, a giocarci lo scudetto, non c'eravamo anche noi quest'anno. Ma la vittoria, bellissima e super meritata, del derby di ritorno cancella un pò quell'amarezza di fondo che lascia sempre l'assistere ai festeggiamenti altrui da spettatore a cui brucia il culo (si, ci brucia, inutile negarlo). Stramaccioni è riuscito a dare una forma alla squadra, cosa che non era riuscita, per demeriti o meno è inutile discuterlo adesso, nè a Gasperini, nè a Ranieri e ci è riuscito a 36 anni, molti in meno dei suoi navigati predecessori. Qui c'è merito, non si può negarlo, e Moratti di certo non può passarci sopra con tanta facilità perchè l'Inter di Strama ricorda tanto l'Inter di Leonardo, con un entusiasmo straripante e la voglia di correre che è improvvisamente tornata a far visita in quel di Appiano Gentile, ma stavolta c'è anche qualcosa in più: un piano tattico non casuale, uno studio attento ed accurato dei dettagli. Come ha detto ieri il giovane tecnico,
"da interista, nel 2013, voglio vincere io lo scudetto", ed hai ragione Strama, però ora è il momento della Juventus e, purtroppo, anche delle loro tre stelle.
 |
| Guerra di provocazioni? |
Che prima o poi l'argomento sarebbe tornato in voga era una certezza, vista la tracotanza insistente con cui Andrea Agnelli ha deciso di affrontare l'argomento (a mio parere consapevole di non poter avere, sulla massa bianconera, lo stesso appeal degli avi col suo stesso cognome) e la vittoria del tricolore permette oggi, alla società torinese, di vantare diritti supposti ma, in realtà, discutibili se non addirittura inesistenti. Anzi, totalmente inesistenti. Vogliono la terza stella: lo dicono da tempo, ci marciano sopra infischiandosene sia delle sentenze sportive che di quelle penali, fregandosene dell'astio che si attirano addosso, perchè per loro gli scudetti vinti sono 30 e poco importa se gli annali dicono cose ben diverse.
"Sono trenta sul campo e sulle magliette del prossimo anno i tifosi troveranno delle belle sorprese" ha dichiarato Agnelli, facendo seguito al più diplomatico intervento di Marotta, comunque dello stesso tenore. Ecco, tutto questo, sinceramente, lo trovo penoso ed alquanto stucchevole, ma non può passare sotto silenzio. Già tempo fa, precisamente a fine aprile, Moratti s'era esposto al riguardo, dichiarando che
"quella della juventus mi pare una provocazione, è una cosa che ha ben poca logica. Se la FIGC accetterà la provocazione allora, a quel punto, liberi tutti, è una questione di buon senso". Liberi tutti, già. Cosa intende Moratti? La risposta è semplice e, nella sua semplicità, anche irriverente ed incredibile:
se alla Juve sarà dato l'ok per le tre stelle, l'Inter chiederà di metterne quattro, quasi a sbeffeggiare l'orgoglio juventino, a rendere inutile un gesto che non si fa fatica a definire stupido da parte di Agnelli&Co. L'indiscrezione di questa volontà nerazzurra era uscita già ad inizio aprile, nel sito del giornalista Franco Rossi, che dichiarava:
"Singolare idea dell'Inter: se la Juve metterà tre stelle, la maglia dell'Inter ne avrà quattro. Una maglia non valida naturalmente, proprio come sarebbe quella della Juventus", ma che è poi stata riconfermata anche
da Gian Luca Rossi di TL che, da noi contattato, ha confermato l'indiscrezione successivamente.
 |
| Tuttosport, come sempre, ridicolo |
Utile ora capire cosa dice, al riguardo, il regolamento, dato che anche il Presidente FIGC Abete disse:
"La terza stella alla Juve non sta nè in cielo nè in terra e finora non ci è stata posta la questione, Se accadrà, la Federcalcio farà applicare le regole a 360°". Peccato però, caro Abete, che al riguardo non esistano regole. La stella per i dieci scudetti fu un'idea di Umberto Agnelli, presa nel '58, un'idea più di marcketing, per rendere più belle le maglie, e non una regola scritta chiaramente. Potenzialmente dunque la Juventus non avrebbe problemi nel creare la sua fantasiosa maglia, ma c'è un però, che proprio stamattina Mario Sconcerti ha reso chiaro nel suo blog del Corriere: tutto ciò che viene posto sulle maglie ufficiali deve prima passare l'approvazione della Lega, ovvero delle venti società di Serie A. Il regolamento dice che tutto ciò che c'è di scritto sulla maglia e che non è stato precedentemente concordato, va ritenuto proibito. La Federcalcio quindi non avrebbe potere, se non quello di deferire la società bianconera per il significato eversivo che la stessa Juve affibia alla terza stella. Questo è il quadro che ci troviamo davanti (e che neppure il signor Abete sembra conoscere, che tristezza...). La "Guerra delle Stelle" è appena iniziata, chi la scamperà? Chiaramente, come sempre, anche in questo caso FORZA INTER!
Andrea - Inter Cafè