Era un fuoco che covava sotto le braci da tempo, non ce ne eravamo dimenticati, ma qualcuno ieri vi ha gettato sopra un secchio di benzina e sono divampate le fiamme; qualcuno obietterà che è un argomento della quale non vale la pena parlare, ma è di attualità e io non la penso del tutto così e vi spiego perché.
La richiesta di quella stupenda persona dal grande spessore umano di Bobo Vieri va a mio parere catalogata sotto l’ennesimo tentativo di tirare in ballo l’Inter e di rompere i coglioni a propostito di titoli vinti, non vinti, rassegnati, revocati etc. etc. Parliamoci chiaro: la sentenza, sulla quale l’Inter ha già preannunciato ricorso, a parte che riconosce a Vieri meno di un ventesimo di ragioni (aveva chiesto 21 Mln, ne ha ottenuto uno), parla di danno morale e d’immagine e di procurata depressione per essere stato in qualche modo posto sotto controllo.
La situazione avrebbe potuto al limite anche provocargli quello stato d’animo qualora il soggetto si fosse accorto di essere controllato all’epoca dei fatti (2001 e 2004) e avesse denunciato subito la cosa. Ma siccome la faccenda è saltata fuori nell’ambito delle indagine sul dossier Tavaroli e in seguito alla testimonianza di qust’ultimo risalente al 22 Settembre 2006, e solo successivamente a quella testimonianza Vieri sporse denuncia, appare abbastanza evidente il tentativo di “cavalcare la tigre”, in quanto non è pensabile parlare di depressione a “scoppio ritardato” manifestatasi dopo diversi anni. In quanto al danno d’immagine, direi che Vieri vi abbia contribuito molto di più con i suoi comportamenti, durante e dopo la sua carriera calcistica, specialmente quando militava nell’Inter e trascorreva intere nottate in discoteca, beveva e si trombava di tutto, per presentarsi spesso il mattino dopo agli allenamenti in condizioni indecenti. Non si sarà trattato del massimo dell’eleganza, ma direi che la Società Inter F.C. aveva qualche buon motivo per cercare di rendersi conto dei comportamenti di un suo dipendente che al tempo percepiva un compenso di 6,5 Mln. di euro netti all’anno; in ogni caso mi pare una questione circoscritta alla Società e al calciatore, e se alla fine di tutti i gradi del dibattimento verrà confermata questa sentenza, l’Inter e la Telecom dovranno risarcire Vieri; noi siamo quelli che le sentenze le accettano e le rispettano.
La prima cosa che salta all’occhio è la miseria morale di chiedere un risarcimento a una Società che l’ha ricoperto d’oro e che lui ha ripagato giocando di schifo e non impegnandosi per almeno tre anni su sei, e che prima della scadenza del contratto gli ha regalato il cartellino più cospicua buonuscita, lasciandolo libero di andare dove voleva (al Milan, grande affarone!); probabilmente “Bobone” intendeva rifarsi sull’Inter e sulla Telecom di tutti i soldi “sputtanati”, oltre che nel resto, in operazioni fallimentari, prima fra tutte quella della Sweet Years in compagnia del suo amicone Brocchi; gli è comunque andata male. Ma la cosa veramente assurda e aberrante è come cavolo si possa tirare in ballo la Giustizia Sportiva per una faccenda del genere, già peraltro passata da tempo in prescrizione e archiviata dalla Procura Federale nel 2007!
Come è possibile alterare l’esito di un campionato pedinando e controllando una o alcune persone che da anni ti stanno “fregando” di brutto? Qualcuno ci spieghi come, siamo curiosi e tutt’orecchi! Invece c’è qualcuno che ci sta provando: l’avvocato di Vieri, Danilo Buongiorno (un altro!), ha infatti trasmesso la sentenza alla Giustizia Sportiva per chiedere la riapertura del procedimento già archiviato. Non è certo difficile scorgere dietro quest’ennesimo tentativo, assolutamente disperato e destinato a fallire, la mano di chi da anni non riesce ad accettare e non intende ad ogni costo farsi una ragione di come siano andate le cose; come non è difficile intuirne la perversa strategia e cioè non lasciare cadere nemmeno la più insensata e disperata delle occasioni per non riportare l’attenzione sui fatti del 2006 e cercare di inculcare a forza nell’opinione pubblica un revisione della realtà dei fatti completamente assurda e distorta. E' un pò come cercare di fare breccia a forza di sassate in un muro di cemento armato; magari al miliardesimo sasso scagliato, un piccolo pertugio inizierà ad aprirsi. La stessa mano di chi si fa beffe della Federazione nella quale svolge la sua attività, fottendosene bellamente delle sue sentenze e intentandole cause per un risarcimento complessivo di oltre 420 Mln. di euro; ultima in ordine di tempo organizzare una conferenza stampa del proprio allenatore, sanzionato per una faccenda nella quale l’attuale Società di appartenenza non c’entra nulla, nella quale costui si permette di sparare letame su tutto e tutti sbraitando come un pazzo sotto lo stemma bene in vista della Società stessa.
Per tutta risposta il Presidente di questa Federazione non perde occasione per stemperare i toni e fare sapere che “con loro è tutto a posto”, come in una recente intervista ai microfoni di GR Parlamento. Tanto a posto che nelle prime tre partite ufficiali della stagione, Supercoppa di Lega compresa, questa squadra ha ricevuto almeno quattro decisioni clamorosamente e spudoratamente a favore, da rigori non dati agli avversari, fuorigioco clamorosi non visti, gol convalidati impossibili da constatare con certezza ed espulsioni assurde di giocatori avversari. Sento già qualcuno appellarci come i soliti “piagnoni complottisti”, ma i miasmi di marciume cominciano ad ammorbare l’aria, se è vero come diceva Agatha Christie, che “tre indizi fanno una prova”: le stesse prove che si richiedevano a gran voce anche prima del 2006 ma che una volta fornite e certificate da procedimenti e processi sportivi e ordinari, vengono pervicacemente ignorate proprio da coloro che le avevano richieste.
Tutto questo nel giorno del sesto anniversario della scomparsa di quella stupenda, immensa, leale e corretta persona che era Giacinto Facchetti, la memoria del quale queste persone non hanno esitato ad infangare in modo meschino e vigliacco, dal momento che non poteva nemmeno più difendersi e controbattere, né hanno esitato ad accomunarlo a gente seppellita e massacrata da decine di condanne alla quale invece è stata concessa tutta la ribalta per raccontare la loro raccapricciante versione della verità; questo pur di raggiungere i biechi obbiettivi dei quali parlavamo sopra.
Ritengo che poche vicende come questa siano lo specchio del degrado di civiltà e di valori di cui soffre attualmente la nostra società; di opportunismo all’eccesso, di arroganza,di mancanza di memoria e di senso della vergogna: in una parola, di MISERIA.
Alex