
Sembrano passate tre stagioni anziché tre mesi da quando l’Inter navigava al
secondo posto e si proponeva come una delle principali pretendenti a un posto
Champions (di scudetto non ne ha mai parlato nessuno, non da queste parti almeno)
e da quando, al contrario, i cugini rossoneri sembravano un’accozzaglia di
giocatori in mano a un tecnico frastornato e incerto, costretto ad operare in
un ambiente sotto shock dopo le cessioni di due fuoriclasse come Ibra e Thiago
Silva. Io stesso l’avevo sottolineato in un post che non rinnego di certo, dal
momento che a quel tempo era proprio questa la sensazione che dava il Milan al
cospetto di noi dell’Inter che pur con tutte le pecche che abbiamo sempre
sottolineato, sembravamo comunque un gruppo unito e capitanato da un tecnico
che aveva ben chiari i limiti e le potenzialità di questi giocatori e che aveva
saputo individuare gli schemi e il sistema di gioco atto a nascondere il più
possibile i primi ed esaltare al meglio le seconde. Ora invece la situazione
sembra essersi completamente capovolta, con i rossoneri lanciati col vento in
poppa verso quel traguardo che appariva alla nostra portata e noi ad annaspare
faticosamente per non sprofondare addirittura fuori da una posizione che
garantisca una qualificazione all’Europa meno nobile. Come è potuto accadere
tutto questo?