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martedì 17 settembre 2013

Il ranocchio non diventa mai un principe (ner)azzurro

Si sorride. Non a trentadue denti forse, ma si sorride lo stesso, perché il big "happy hour" match (vista l'improponibile ora delle 18:00) giocato contro la Juventus sabato ha dato risposte importanti: la squadra regge, è salda e compatta, subisce poco, è grintosa, ha elementi che possono crescere e dare tanto al popolo nerazzurro, in primis Taider, Icardi, Kovacic e Juan Jesus. Si sorride dunque, ma sempre con la consapevolezza che del doman non v'è certezza e che qualche inchiappettata possa sempre arrivare. Si fanno dunque i complimenti a Mazzarri, certamente non maestro di simpatia, ma altrettanto indiscutibilmente abilissimo stratega tattico e con evidenti qualità in ambito motivazionale visto che ha preso una squadra di derelitti del calcio e l'ha trasformata quantomeno in una squadra, ed è già veramente tanto per noi tifosi. Emblemi del suo lavoro, lo dicono tutti, sono in particolare due elementi della rosa, ovvero Alvarez e Jonathan.

Proprio su di loro credo che sia interessante puntare il binocolo, o se meglio volete, l'occhio di bue della nostra attenzione. L'argentino ritengo sia stato un piccolo capolavoro da parte del tecnico ex Napoli. Il numero 11 nerazzurro difatti rappresenta il perfetto prototipo di calciatore che sotto l'ala attenta di chioccia Mazzarri può diventare un giocatore importante, sia per la squadra, ma anche eventualmente in ambito di mercato. Il tasso tecnico del ragazzo era ed è indiscutibile: col mancino sa fare cose veramente pregevoli. Va dato merito al nostro Antonio di aver sempre creduto e sostenuto il talentuoso argentino, mentre il sottoscritto, in compagnia di molti altri, si ritrovano ora a fare mea culpa. Attenzione, non è un fuoriclasse e non credo che lo sarà mai, ma il debosciato e ciondolante giocatore senza fissa dimora tattica visto nella scorsa stagione ha lasciato il posto ad un ragazzo convinto e ad un duttile centrocampista offensivo, in grado di spezzare la partita con una giocata. Rimane più lento della procedura di ribaltamento attuata sulla Costa Concordia in quel del Giglio, e continua a provare un incomprensibile schifo per il suo piede destro, ma a parte questo il cambiamento avuto è evidente. L'anno scorso, un contrasto come quello vinto contro Chiellini sabato, non dico che non l'avrebbe vinto, ma non l'avrebbe neanche provato, in primis perché probabilmente sarebbe stato in una posizione totalmente diversa di campo, ed in secundis perché il suo cervello non l'avrebbe mai portato a credere di poter vincere un contrasto. Qui sta l'enorme lavoro fatto su di lui da Mazzarri, cioè aver donato ad un talentuoso ma moscio ragazzo un paio di palle. Inoltre l'idea di poterlo sfruttare anche come mezzala può essere un'intuizione geniale, ma soltanto il tempo da questo punto di vista ci dirà la sua.

Sul buon Jonathan invece il discorso è leggermente diverso: Mazzarri, dopo aver pregato tutta estate Moratti e Branca di portargli ad Appiano, anche in spalla, un esterno di destra, si è ritrovato purtroppo con il solo brasiliano a disposizione. Anche su di lui, dal punto di vista mentale, il tecnico ha lavorato moltissimo, e si vede nell'atteggiamento del ragazzo che infatti oggi, anche se compie una minchiata, non viene fischiato a prescindere, ma anzi, viene supportato ed incitato da tutto lo stadio. Detto ciò però bisogna anche dire una cosa: il buon Jonny è scarso. Non me ne vogliano i suoi nuovi ammiratori, anche a me sta simpatico, ma pensare di giocare l'intera stagione con lui sulla fascia destra mi dà la stessa sensazione di dover affrontare un tentativo di bungee jumping con un elastico da scrivania. Jonathan è un giocatore discreto, con alcuni buoni spunti offensivi, ma che non eccelle in nulla: non velocissimo, non gran dribblatore, non dotato di un piede delicato per i cross o potente per il tiro e, soprattutto, decisamente non bravo in fase difensiva. Sabato ero allo stadio ed ogni volta che Asamoah lo puntava, andava in difficoltà e tre quarti delle volte veniva saltato. Per nostra fortuna l'esterno juventino non ha mai realmente affondato, ma l'unica volta che l'ha fatto abbiamo preso gol. Quando contro si troverà giocatori decisamente più tecnici dell'africano il rischio che siano sorci verdi per la nostra retroguardia è altissimo, nonostante un Campagnaro versione supereroe, il quale nonostante le apparenze rimane umano. 

Ecco, l'ho detto: al di là di tutta la simpatia che si possa provare per lui, Jonathan rimane un giocatore discreto, al pelo valutabile come riserva in una rosa di una squadra di alto profilo. Noi di certo ancora non siamo tornati ad esserlo in toto, ma penso che la riflessione sull'esterno destro di fascia debba essere fatta nella società. A differenza di Ricky, Jonny non ha delle qualità intrinseche che vanno solamente rinforzate e qui sta il punto. Nonostante i desideri, la vita non è una favola e mai un ranocchio si trasforma in un bellissimo principe (ner)azzurro.

Andrea 
mercoledì 3 aprile 2013

Sampdoria-Inter 0-2: che Dio ci preservi Palacio!

Palacio, l'eroe della serata (e non solo)
In un giorno in cui i migliori pensano all'Europa ed i più fortunati si riposano, l'Inter va in scena al Marassi di Genova contro la Sampdoria, nel recupero della 29a giornata della Serie A. E grazie al cielo va tutto bene, con i nerazzurri che torneranno, nella nottata, in quel di Milano con tre punti pesantissimi in tasca.

domenica 24 febbraio 2013

Inter, come giocare nel derby?

Ambrosini e Zanetti, alle 20.45, si stringeranno la mano
Derby di Milano numero 180, ormai ci siamo. L’ultimo step prima del grande evento (la trasferta in Romania), è stato superato con un sorriso appena accennato, visto che l’infermeria non si svuota, anzi si arricchisce ogni giorno di uomini preziosi. Il Milan è nel suo momento migliore dalla vittoria dello Scudetto, e guarda caso combacia perfettamente con le elezioni politiche: alcune coincidenze sono davvero sorprendenti!

lunedì 4 febbraio 2013

Le pagelle di Siena-Inter: si salvano in pochi. Strama rimandato


Handanovic: Ha responsabilità praticamente nulle sui gol subiti. I giocatori del Siena sbucano da tutte le parti e non può far altro, se non arrendersi, di fronte al gran tiro di Sestu. Risponde con sicurezza ad un’ottima conclusione di Rosina. Sembra un po’ impalato sul rigore dell’ex Toro, ma di certo non è colpa sua… VOTO: 6-  

Ranocchia: Partita difficile per Andrea ed in generale per il reparto arretrato dell’Inter: i contropiedi del Siena non lasciano scampo alla difesa, in situazioni di 2/3 contro 5 o 6 giocatori bianconeri. Non esce ad accorciare su Sestu, che sembra Hazard o C. Ronaldo, lasciato praticamente libero di seminare il panico costantemente. Non si vede spesso e paga gli errori di squadra, ma di certo non raggiunge la sufficienza. VOTO: 5 +  

domenica 6 gennaio 2013

Udinese-Inter 3-0: solo carbone nella calza nerazzurra

Di Natale mattatore: doppietta ed Inter ko
Siamo un caso da psicoanalisi, roba da studi freudiani. Che eravamo pazzi si dice da tempo, anche se personalmente ho sempre odiato quei tifosi un pò bimbiminkia che amano frasi del tipo "Io amo l'Inter perchè è una squadra fottutamente pazza, proprio come me, yo!". Ecco, per favore, lasciamo stare. Tra sana e godereccia pazzia e masochismo senza senso la linea di confine è labile, ma c'è: da una parte non si perde malamente, dall'altra si. Oggi, ancora una volta, siamo crollati come il muro di Berlino nell'89, baluardi di un qualcosa che non c'è più. C'era la Berlino Est sotto l'URSS come c'era l'Inter anti-Juve, quella che espugnava Torino con una prestazione superba ed esaltante. La verità è che siamo tornati in una condizione che, per un pò, ci eravamo dimenticati che esistesse, ovvero quella di una squadra nuova, ancora da costruire, un pò confusionaria e sfigata.

venerdì 23 novembre 2012

Rubin-Inter 3-0, gioventù bruciate?

Benassi vs Kazaev in Rubin-Inter 3-0
Francamente conta poco e ce ne frega altrettanto, inutile girarci attorno o fare finta di essere disperati. Si, qualche sfottò arriverà comunque, ne sono consapevole, però non ci tangerà granchè, credo che saremo anche in grado, per un giorno, di soprassedere. La sconfitta rimediata ieri in terra russa con il Rubin Kazan fa male più alle statistiche che all'orgoglio, anche perchè il turno ce l'avevamo in saccoccia da un match ed il risultato mente più di un Pinocchio con un metro e mezzo di naso. Loro hanno fatto tre tiri e tre gol, amen. Ciò chiaramente non è una indicazione positiva, tutt'altro, sulla difesa c'è da lavorare eccome, serve maggiore concentrazione, attenzione, e se fosse possibile eliminare Johnathan per sempre dall'11 titolare sarei molto grato a Stramaccioni ed a tutto la staff tecnico, ma sono indicazioni di massima, non certo pesanti recriminazioni verso la squadra.

Il nostro giovane tecnico, a vederlo ancora un pò girato di cazzo dalla sfida con il Cagliari, decide di portare a Kazan in gita la Primavera e un pò degli Allievi e non mi sono sentito di dargli torto: con tutti gli infortuni che abbiamo e che abbiamo avuto, in un match che non conta granchè, la cosa migliore è certamente schierare chi ha gamba e (si pensa) voglia di stupire. Purtroppo non si considera anche la paura, la normale timidezza del debuttante, buttato in campo in una situazione metereologica, tra l'altro, alquanto proibitiva (se non erro picchi di meno diversi gradi sotto lo zero). Dunque ci sono i giovani che hanno peccato di normale tremarella da prima gara, altri che invece si sono dimostrati deconcentrati e sarà su di essi che bisognerà lavorare. Ma vediamo, nello specifico, la partita di ognuno di loro:

Vid Belec: Non proprio fortunato diciamo. Come con il Vaslui entra in campo e piglia gol, allora su rigore, oggi su una azione ridicola. Per il resto....non tocca mai la palla con le mani perchè le uniche conclusioni dirette a rete del Rubin finiscono in gol. Da rivedere, ma nel futuro nerazzurro diciamo che ci si aspetta altro.
Juan Jesus: Niente tremarella da debutto, ma concentrazione ai minimi storici e l'impatto di gara, con quel palo che evita un autogol da figura di merda colossale ma che regala, allo stesso tempo, il vantaggio ai russi, la dice tutta. Il cervello gli va ricalibrato, a Strama il compito.
Il giovane Donkor non contrasta Rondòn sul 2-0
Donkor: 1995, pazzesco. Purtroppo per lui si vede anche. Ha qualità, questo è indubbio, e riesce ad evitare il 2-0 a Karadeniz dopo essere entrato per Ranocchia, poi però, contro l'esperto e fisicato Rondòn, perde malamente l'uno contro uno e gli regala i due gol finali. Già stella per la Primavera, per la prima squadra ripassare tra un paio di anni.
Romanò: Il capitano junior. Corre, combatte ma non punge. Dicono sia molto bravo negli inserimenti (lo è in effetti), ma non lo dimostra, troppo rigido, con un ragazzino alla cresima. Tempo per crescere c'è, nella ripresa lancia sprazzi di qualità, ma è troppo poco per definire positiva la sua gara.
Benassi: Bene Benassi. Il titolare più giovane, 1994, è anche il migliore alla fine dei conti. In mezzo al campo se la gioca con tutti, dimostrando carattere ma anche un tocco palla niente male. Non illumina, ma convince e lascia una buona impressione per il futuro. Da rivedere sul campo.
Coutinho: Gioca a nascondino tutta la gara e possiamo dire che alla fine vince perchè sono più le volte in cui non lo si trova di quelle in cui invece lo si sgama. Niente da fare, il suo talento va a sprazzi e se quando ha palla sembra sempre sul punto di fare la giocata storica, quando non ce l'ha, spesso, si addormenta e non aiuta. Non crediamo in lui, dobbiamo dargli fiducia.
Livaja: Ragazzo strano. Gioca in modo umile, ma appena ha una palla buona vuole fare la giocata della vita per trovare il gol e diventare l'eroe del giorno. In realtà, da solo, dimostra di non saper tenere in piedi neppure mezzo reparto ancora e se Cou gli dà una mano soltanto a tratti, beh, diventa dura. Non convince neppure Strama, che stravede per lui, ma gli preferisce la certezza Palacio ad inizio ripresa. 

Che dire, come vediamo sono stati davvero tanti i giovani in campo ieri ed il rischio è serio: la brutta sconfitta (almeno nel risultato) può essere un colpo pesante sul morale e sulla psicologia di alcuni di loro? Insomma, questa prestazione non brillantissima li ha bruciati? Non credo. Ad inizio dicembre ci aspetterà un match decisamente più semplice ed altrettanto inutile in casa, contro il Neftchi, e lì io proverei a puntare nuovamente su diversi di loro. Con il calore del pubblico interno ed una squadra di decisamente più bassa caratura contro, potrebbero trovare quell'autostima che la tremarella del debutto intacca fortemente. Qui non c'è alcuna gioventù bruciata, soltanto una linea di verde da crescere ed accudire e l'impressione è che Stramaccioni abbia le doti per farlo con intelligenza.

Andrea
venerdì 16 novembre 2012

Verso il Cagliari tra sussurri di mercato ed il mistero Sneijder

L'Inter di Strama al lavoro
Le Nazionali ci sono state, ma siccome erano match di un interesse talmente basso che credo che sia stata anche una delle prime volte in cui l'Italia ha ottenuto un audience ridicolo, il campionato non si ferma e questo weekend si torna in campo. I nostri nerazzurri sono reduci da una deludente sconfitta provocata dagli altri nerazzurri, gli orobici, che ha fatto tornare coi piedi per terra tutti quelli che, per un paio di settimane, avevano iniziato a volare. Voli pindarici ovviamente, perchè davanti a questa Juve che procede a passo sostenuto e rapido è davvero difficile riuscire a pensare di poter competere per lo Scudetto.

venerdì 9 novembre 2012

Palacio e Guarin da 10 (vittorie) e l'Inter batte 1-3 il Partizan. Ora testa all'Atalanta

Palacio e Guarin esultano: sono i protagonisti della serata
Non ci fermiamo più, soprattutto lotano dal caro San Siro. Dieci vittorie consecutive in trasferta, praticamente le abbiamo vinte tutte, e per Strama iniziano ad accendersi le vie dei record. Ieri sera, a Belgrado, la squadra s'è imposta per 1-3 sul Partizan, oggettivamente dimostratosi realmente poca roba. A noi ci è servito un Palacio in versione normale, perchè questo giocatore, anche non al 100%, ti sforna prestazioni del genere (sento lontane eco di chi si lamentava del suo acquisto.....), ed un Guarin che, quando finalmente ha avuto qualcuno davanti con cui realmente dialogare e non l'elemento estraneo che è stato Livaja, ha rotto in due il gioco avversario ed ha cambiato marcia all'Inter. In termini generali non siamo stati bellissimi o fortissimi, abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro.

domenica 21 ottobre 2012

Con i piedi di Cassano e la treccia di Palacio: Inter-Catania 2-0

Palacio festeggia il 2-0 all'85° minuto
Avevamo detto (avevo detto) che il tridente pesante, contro il Catania, non è che ci (mi) garbava così tanto, che forse contro una squadra così veloce e tecnica la cosa migliroe fosse coprirci e sperare che, là davanti, alla fine arrivasse comunque una invenzione. Stramaccioni invece, camaleontico come pochi hanno dimostrato di essere in questo avvio di stagione, ha puntanto ancora una volta sull'effetto sorpresa ed ha deciso di puntare sul trio Milito-Cassano-Palacio per vincere, in casa, sugli etnei. Ed ha avuto ragione, perchè alla fine, a segnare, sono stati Cassano e Palacio, con Milito comunque decisamente sufficiente e con la retroguardia che ha saputo sopportare alla perfezione la velocità di Gomez e Barrientos.

sabato 13 ottobre 2012

FFP, nuovo stadio e giovani: ecco l'Inter del futuro

Stramaccioni e Moratti: insieme per l'Inter di domani
Ci sono argomenti che abbiamo già trattato qui ad Inter Cafè, ma che in periodo di sosta tornano a solleticare insistentemente la mia mente. Mentre la Juventus vestita di azzurro passeggia in Armenia, aiutata da un bel pò di Roma, in casa Inter è tempo di valutazioni. O meglio, è giusto sfruttare un attimo di pace per valutare il lavoro che la società sta, in generale, portando avanti con forza dall'inizio del 2012: il rinnovo, l'Inter del domani. L'Inter del domani non è soltanto uno slogan buono a portare abbonati o a giustificare l'impiego dal primo minuto di Coutinho, Juan Jesus e Livaja, è una filosofia interessante e necessaria in Corso Vittorio Emanuele e tre sono i temi che, strettamente, si legano in un discorso al riguardo: FairPlay Finanziario, il nuovo stadio e i giovani. Questo è il momento giusto per fare un focus su ognuno di questi tre fattori.

venerdì 21 settembre 2012

Siamo da Inter?

Livaja segna il momentaneo 1-1 con il Rubin
Dopo anni ed anni passati a giocare il torneo aziendale di calcetto al giovedì sera, anni in cui il giovedì, il calcio vero, era solo una forma di triste imitazione di quello del martedì e del mercoledì, beh, eccoci qui ad affrontare un venerdì di post-partita neppure tanto digeribile. Non abbiamo perso ma non abbiamo neanche vinto e questo credo che sia il fulcro di tutto: l'Inter merita vittorie, altrimenti la delusione è dietro l'angolo. Il 2-2 interno (manco a dirlo, quest'anno si vince solo fuori casa per tanta gioia degli abbonati) acciuffato in extremis ieri sera con il Rubin è foriero di brutti pensieri e sensazioni oscillanti tra la delusione e l'amara constatazione di sè.

Siamo da Inter? E non intendo noi tifosi, nel bene e nel male, sempre e comunque da Inter, con i nostri schizzofrenici cambi d'umore ed il nostro indissolubile pessimismo cosmico leopardiano, piuttosto la nuova squadra che, in un'estate, Moratti, Branca e Stramaccioni hanno tentato di mettere in piedi. Non sto parlando di una bocciatura già giunta, ben mesi e mesi prima del quantomeno necessario pagellino di fine primo quadrimestre, ma piuttosto di una analisi necessaria dopo una buona quantità di partite. Il mister sta lavorando, cercando con il suo scalpello di disegnare, nel duro marmo della rosa, quella che vuole diventi la sua scultura, una squadra solida ma offensiva, giovane ma già in grado di dare soddisfazioni, un pò pazza ma vincente. Non è un lavoro facile e per questo non voglio gettare benzina sul fuoco, già ardente, dei detrattori di Strama presenti in casa nostra. Semplicemente, ripeto, credo che un'analisi sia necessaria.
Jonathan, autore di una brutta prestazione ieri sera
Ecco perchè, dunque, mi chiedo se questa squadra sia da Inter. La verità è che non lo so. Partirei da una certezza: Jonathan non è da Inter. In questo avvio di stagione, il terzino brasiliano ha avuto diverse chance e, bene o male, non ne ha sfruttata neppure una. Non sa spingere come Nagatomo (non ho usato volutamente il paragone di Maicon) ma non sa difendere neppure e ieri sera ce ne è stata data la prova. Ma senza di lui, unica vera alternativa è il Capitano, che, proprio per il bene che voglio a lui, non posso pensare che passi una stagione intera, campionato ed Europa League (si spera) a correre senza sosta sul lungo linea. Escluso Jonathan dunque, credo da tutti gli interisti bocciato senza esame di riparazione, ci troviamo in una situazione strana, perchè i giovani ed i nuovi sono nella fase in cui va valutata la loro predisposizione psicologica, più che tecnica, a vestire questi colori, mentre i vecchietti sono in quella in cui, razionalmente, ci si chiede se sono ancora in grado di rappresentare i nostri colori. Emblema dei secondi è Samuel, mio personale idolo, ma nelle uscite di questo avvio di stagione troppe volte visto fuori condizione, fuori tempo, fuori fase. Solo problema fisico o discesa di una carriera gloriosamente portata avanti? Intanto Juan Jesus scalpita alle sue spalle, ma attenzione, perchè lui fa parte del primo gruppo, ovvero dei giovani da valutare e se lo si carica di eccessive pressioni il rischio è di bruciarlo senza possibilità di ritorno.
Il pareggio agguntato ieri diventa a questo punto molto più importante di quel che sembra, perchè con tutti gli impegni ravvicinati che ci aspettano, un ko interno con il Rubin, psicologicamente, sarebbe pesato come un macigno sull'umore dei ragazzi. Invece abbiamo riacciuffato allo scadere un risultato che lascia acceso il barlume di una fiamma che, per forza di cose, a breve o prenderà forza e diverrà il fuoco dentro dei nostri, oppure si spegnerà portandoci in una nuova stagione di buio. Per l'Inter è diventato il momento di scegliere se diventare grande o no.

Andrea
domenica 16 settembre 2012

Torino-Inter 0-2: la difesa c'è, Milito e Cassano chiudono

Cassano e Milito, i protagonisti con la difesa a Torino
Per il bel gioco ripassare, ma per la sostanza e la quantità l'Inter c'è. Questo ci dice la terza giornata di Serie A, in cui l'Inter riesce a portare a casa tre punti d'oro in un campo difficile come quello del Torino. I commenti che si sentono in giro non sono positivi: gioco da provinciale, zero fantasia, poca qualità. Io, personalmente, dico che anche se non si è vista una Inter bella, sono soddisfatto. Nessuno verrà all'Olimpico di Torino a passeggiare quest'anno, ne sono certo (anche se solo il futuro dirà se sto toppando clamorosamente), e Ventura fa sempre giocare bene le sue squadre, ecco perchè questo risultato dobbiamo tenercelo stretto, anche vista l'ottima prestazione difensiva dei nostri.
Già, il reparto tanto criticato (giustamente anche) nelle precedenti sfide, in particolare in quella con la Roma, oggi è risultato essere ottimo, anche grazie ad un innesto importante, cioè quello di Juan Jesus, mostratosi maturo e con un'ottima affinità con il compagno di reparto Ranocchia, come dice Stramaccioni in crescita importante e futuro leader. Difficile dare un giudizio complessivo poi, perchè troviamo i gol con due fiammate, uno ad inizio match con Milito ed uno in chiusura con Cassano, ma anche perchè a tratti sembriamo una grande squadra, in grado di gestire palla, risultato ed avversari, mentre a tratti sembriamo tremare pericolosamente sotto gli attacchi veloci ed insistenti degli Sgrigna e Bianchi di turno. Ma siamo in crescita ed in questo momento era importante vincere.
La sintesi del match credo che stia nella prestazione di Guarin: finchè c'è stata testa, c'è stato fiato e ci sono state gambe, lui è riuscito a guidare il centrocampo con ordine e metodo, ma quando la condizione è calata, sul lungo, abbiamo iniziato a soffrire. L'entrata di Gargano al posto del colombiano ha ridato ordine e calma, dimostrando quanto sia importante avere in mezzo al campo giocatori che siano in grado non solo di correre, ma anche di ragionare per sè e per tutta la squadra. Adesso pensiamo all'Europa League, con 6 punti in classifica e un pò più di calma nel cuore e nella testa. Siamo ripartiti, l'Inter c'è.


TABELLINO:
Torino: Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Stevanovic (12' st Cerci), Bianchi (30' st Sansone), Sgrigna (12' st Meggiorini), Santana. A disp.: Gomis, Rodriguez, D'Ambrosio, Basha, Di Cesare, Vives, Verdi. All.: Ventura
Inter: Handanovic; Jonathan (1' st Alvarez), Juan Jesus, Ranocchia, Nagatomo; Zanetti, Guarin (36' st Gargano), Cambiasso, Pereira; Sneijder (20' st Cassano); Milito. A disp.: Castellazzi, Belec, Silvestre, Coutinho, Palacio, Samuel, Duncan, Bianchetti, Livaja. All.: Stramaccioni.
Arbitro: Banti
Marcatori: 13' Milito, 38' st Cassano (I)
Ammoniti: Bianchi, Masiello, Gazzi (T); Juan Jesus, Nagatomo, Handanovic, Guarin (I)

Andrea
giovedì 30 agosto 2012

Inter-Vaslui 2-2: la mossa del giaguaro Guarin salva tutto

Guaro-Guarin: ha cambiato la partita con il Vaslui
CHI VA SU: In una partita rocambolesca e che s'era messa male, in realtà c'è più di un aspetto positivo. Partiamo dalla fine: Fredy Guarin. Il centrocampista entra nella ripresa e cambia il gioco con la sua grinta e la sua cattiveria agonistica. Non attacca il pallone, se lo mangia insieme all'avversario, consapevole che contro avevrsari più grandi e grossi l'unica cosa da fare, nel momento di difficoltà, è gonfiare il petto e sputare energia. Lui lo fa, ma non solo, perchè al 92° decide di poter anche fare gioire tutto San Siro trovando così il gol del definitivo 2-2. Un applauso anche a Coutinho, davvero impressionante per determinazione, concretezza (vedesi l'assist al gol di Palacio) e duttilità il suo match, iniziato dietro le punte, continuato a destra e conclusosi a sinistra con compiti da tutto fare di raccordo tra centrocampo ed attacco. Il Trenza Palacio merita un bravo di cuore, per le palle che s'è fatto in mezzo a quei muscolosi e nerboruti centrali difensivi del Vaslui. Lui non è una prima punta, ma lo diventa e la prima palla buona la trasforma in oro, rischiando anche il raddoppio. Infine bravi a Juan Jesus, Silvestre e Ranocchia, che sono stati efficaci sempre, tant'è che i due gol vengono da errori assolutamente non a loro attribuibili. Dunque chi è il migliore in campo? Beh, ovvio: il capitano Zanetti. 39 anni e non sentirli, a fine gara probabilmente va a fare jogging con Coutinho, giusto per umiliarlo un pò.
Non bene Belec: un suo errore regala il secondo gol al Vaslui
CHI VA GIU': Male male due su tutti, purtroppo: Samuel e Belec. The Wall non riesce proprio ad entrare in condizione e dopo la deludente partita di ritorno con l'Haijduk, stasera sfodera una prova altrettanto negativa, sbagliando un paio di interventi ben rimediati da Juan e Silvestre, ma errando poi un fuorigioco banale che lancia Antal a tu per tu con castellazzi, che lo abbatte senza se e senza ma. Giusto toglierlo a fine primo tempo e dare fiducia a Juan, che infatti pare molto più sicuro ed in condizione. Che sia finita anche l'era di Samuel? Belec è invece un'altra storia. E' giovane, era praticamente al debutto, in una sfida difficile e che scottava, ma l'errore in uscita non si può non notare, soprattutto perchè dopo l'1-1 regali il 2-1 agli avversari che può abbattere l'umore dei tuoi compagni. Diciamo che c'è tempo per migliorare, ma se torna handanovic è meglio.

Una piccola cosa in chiusura: JC ha dimostrato una volta di più di amare da vero tifoso i nostri colori. Ho letto molti che dicevano che, se avesse voluto, si sarebbe dimezzato lo stipendio e sarebbe restato. Può essere, ma la realtà è che, in questo caso, la società non s'è comportata molto bene con lui e quindi è ancora più da apprezzare la sua volontà di venire in quella che è stata la sua casa per sette stagioni a salutare tutti: noi, compagni e la storia che l'ha accolto a braccia aperta nei suoi annali. A presto JC!
TABELLINO

INTER-VASLUI 2-2
Inter (4-3-3): Castellazzi; Jonathan (37' st Ranocchia), Silvestre, Samuel (1' st Guarin), Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso, Nagatomo; Cassano (34' Belec), Palacio, Coutinho. A disp.: Sneijder, Milito, Benassi, Livaja. All.: Stramaccioni
Vaslui (4-2-3-1): Straton; Celeban, Varela, Cordos, Salageanu; Caue (13' st Sanmartean), N'doye; Antal, Sanciu (34' st Buhaescu), Tukura; Sburlea. A disp.: Coman, Milanov, Costin, Charalombous, Varga. All.: Sumudica 
Arbitro: De Sousa
Marcatori: 35' rig. Stanciu (V), 31' st Palacio (I), 34' st Varela (V), 46' st Guarin (I)
Ammoniti: Guarin, Coutinho (I), Cordos, Salageanu, Antal (V)
Espulsi: Castellazzi (I)
Andrea