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| Caldirola, Bianchetti, Biraghi e Donati nell'Under |
Il tifoso interista, oggi, alle prese con la mancanza di danaro nel portafogli di Moratti (manco fosse suo padre) soffre terribilmente. E' normale e concepibile. Ecco che, come scudo difensivo, è nata la mania per i giovani. L'interista vorrebbe una squadra di soli giovani. Arriva a dire, addirittura, che sarebbe disposto a non vincere per anni pur di vedere ogni domenica, in campo, una squadra con l'età media intorno ai 23 anni. Non nego che anche al sottoscritto vedere qualche giovane in più nella rosa nerazzurra piacerebbe, ma credo anche che questo sentimento, tanto presente quanto labile, sia ammantato da un'aura di ipocrisia e superficialità alquanto preoccupante. Anche perché, ne sono certo, il tifoso soffrirebbe in ogni caso a vedere la sua squadra faticare, sia se composta da trentenni sia se composta da ventenni. Certo, nel primo caso c'è un appiglio in più, appunto l'età calcisticamente avanzata dei soggetti in campo, ma nel secondo caso scoppierebbe la mania per l'esperienza, ne sono praticamente certo.
Ma dicevamo della moda dei giovani. Oggi Caldirola è diventato un oggetto del desiderio e il fatto che l'Inter, ieri, abbia riscattato la metà che aveva precedentemente ceduto del difensore cresciuto nel vivaio nerazzurro è stata una notizia positiva parzialmente cancellata dal fatto che un altro giovane, ovvero Donati, sia stato ceduto per circa 3,5 milioni di euro ('na miseria) al Bayern Leverkusen. Peccato che, detto francamente, Caldirola è oggettivamente inadatto a giocare titolare (o anche solo come riserva) nella difesa di una squadra di medio-alto livello in Serie A, figurarsi nell'Inter! E non lo dico per dire, lo dico perché lo dimostrano i fatti: a 22 anni (non 17 o 18), Caldirola ha già fatto esperienza al Vitesse, al Brescia ed al Cesena ed in nessuna di queste squadre è mai stato titolare inamovibile. E' capitano dell'Under 21 di Mangia, certo, peccato che nella finale con la Spagna sia stato forse il peggiore in campo e nelle partite precedenti non aveva certo brillato. Il ragazzo ha evidenti lacune tecnico-tattiche che a 22 anni dovrebbero essere già state ampiamente colmate. Quindi mi tengo stretti Ranocchia, Campagnaro, Andreolli e dico pure Chivu piuttosto che Caldirola, non per cattiveria ma perché li ritengo sinceramente superiori. Su Donati il discorso è leggermente diverso, nel senso che il ragazzo ha dato prova, negli Europei in Israele, di maturità e intelligenza tattica. Non sarebbe stato titolare, ma meglio di Jonathan sì molto probabilmente. Però, seppure mi dispiaccia la sua partenza, va anche detto che Jonathan l'hai pagato 4 milioni mentre Donati zero ed in tempi di vacche magre anche 3,5 milioni sono qualcosa se calcoli la plusvalenza fatta.
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| Belfodil è vicino all'Inter, tutto dipende da Cassano |
In realtà oggi un giovane, al di là delle sue oggettive doti, merita, per l'interista, un posto in squadra basato soltanto sulla sua carta d'identità. Un esempio? Bianchetti e Biraghi sono decisamente più promettenti di Caldirola (oltre che più giovani), ma anche loro sono stati riserve in Verona e Cittadella: come si può pensare di portarli immediatamente all'Inter e renderli seconde scelte di una squadra che si suppone punti ai vertici della classifica? Facciamoli piuttosto crescere in squadre di medio-basso livello di Serie A prima di giudicare, perché io ricordo ancora chi bestemmiò alla partenza di Bolzoni, il quale ora, con tutto il rispetto, arranca in rose come quella del Siena. C'è bisogno di equilibrio in tutto, anche quando si parla di giovani dunque. Non sto dicendo che questi ragazzi non sono all'altezza dell'Inter, ma soltanto che meritano di giocarsi le proprie chances al meglio, quando hanno già potuto farsi le ossa. Ci sono anche le eccezioni, come fu Balotelli, ma sinceramente, oggi, non vedo nessun ragazzo che si avvicini al talento cristallino del bresciano. E dunque meglio che questi giovani siano protagonisti in altri lidi piuttosto che umili comparse a casa nostra.
Allo stesso modo mi fa sorridere l'atteggiamento dell'interista davanti alla notizia di Belfodil in nerazzurro. E' vero, 10 milioni per la metà non sono pochi, ma mi pare evidente che ci si trovi innanzi ad uno scambio di favori tra Inter e Parma: noi acquistiamo, pagandolo bene, un giocatore che a Parma non vuole più restare, mentre i secondi si sobbarcano gli stipendi di due giocatori che costano un sacco alle casse nerazzurre e che a Milano non sarebbero al centro del progetto mentre in Emilia potrebbero aiutare i nerocrociati a fare un piccolo salto in avanti. La verità è che se l'attaccante francese fosse stato acquistato da altre compagini, molti nerazzurri avrebbero storto il naso. Con lui, se arriverà, avremmo un attacco composto da Palcio, Milito (gli esperti), Icardi, Longo e Belfodil (i giovani, tutti dal '90 in su). GIOVANI. Non era mica quello che volevamo? A quanto pare no, anche questa cosa non andrebbe bene. Insomma, ci troviamo di fronte all'ennesima riprova della schizzofrenia innata del tifoso interista, che fino a quando non vede in bacheca un trofeo non riesce a staccarsi da una critica persistente ma, talvolta, anche distruttiva più che costruttiva. Non attacco chi ha idee diverse o opinioni totalmente differenti, attacco chi (e tra questi praticamente tutti i media) cerca di coprire la propria ipocrisia e la superficialità delle proprie opinioni dietro a teli incosistenti come quello del "vogliamo più giovani, vogliamo un progetto". Se mandi in prestito un giovane, l'anno prossimo lo avrai ancora a disposizione e personalmente, cedere un ventiduenne per fare calare il costo del cartellino di un più forte ventiseienne non la trovo una blasfemia. Non si può pensare di portare automaticamente in prima squadra tutta la Primavera. La nuova Inter che sta nascendo merita maggior equilibrio intellettuale, altrimenti nascerà minata sin dalle sue fondamenta. La nuova Inter merita un vero supporto e non nuove ipocrisie dettate dalla moda del momento.
Andrea





