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venerdì 24 maggio 2013

Mazzarri all'Inter. Perché una settimana per ciò che già sapevamo?

Il comunicato ufficiale apparso sul sito dell'Inter
Ed alla fine è arrivata. L'ufficialità è giunta proprio pochi istanti fa rispetto al momento in cui scrivo questo articolo: Mazzarri è il nuovo allenatore dell'Inter. Dopo una settimana di dribbling da parte di tutti (a proposito, li avesse fatti Alvarez 'sti dribbling sul campo da gioco....) i dirigenti nerazzurri, alla fine è arrivata la notizia che chiunque già sapeva ma nessuno voleva dire. Stramaccioni se na va dopo essersi trasformato, in poco più di un anno, da uomo più fortunato d'Italia ad eterno sogno nerazzurro incompiuto; da uomo di fiducia di Moratti ad ennesimo silurato d'eccellenza del nostro Presidente. C'est la vie direbbero in Francia, ma siamo in Italia e l'altalenante umore del numero uno di Corso Vittorio Emanuele a riguardo degli allenatori è, oramai, diventata abitudine dal giugno 2010 in poi.

martedì 30 aprile 2013

Dieci Considerazioni tra Palermo-Inter e l'infortunio del Capitano

1. Ennesima sconfitta di una stagione disastrosa che sta prendendo una piega finale tutt’altro che piacevole. Va bene che non abbiamo più molto da chiedere a questa stagione ma almeno cerchiamo di onorare questa maglia e questi colori.

2. Dopo aver detto “onorare questa maglia e questi colori” di cos’altro posso parlare se non dell’infortunio a Capitan Zanetti? E’ strano vedere il nostro capitano che esce dal campo in barella e sofferente. Quell’immagine però è forse il manifesto ideale per descrivere questa stagione.

3. Qualche settimana fa girava sul web un link riferito ai tanti infortuni nerazzurri dove c’era scritto “ne resterà soltanto uno” e sotto l’immagine di capitan Zanetti. A questo punto credo che non ne resterà nemmeno uno. Anche perché ieri si è infortunato anche Silvestre e se i miei conti sono giusti, Primavera esclusi, sono rimasti in 10.

4. La croce per la sconfitta è stata giustamente gettata addosso a Silvestre, reo di un erroraccio difensivo che nemmeno all’oratorio si vede. Ma il resto del reparto difensivo dov’era? Inoltre abbiamo subito gol dopo 10 minuti e per i restanti 80 minuti non si è vista una reazione degna di questa definizione.

5. In una giornata dove non ha brillato nessuno, dove persino Kovacic si è preso una pausa, come sempre spicca lui: Ezequiel Schelotto. Se penso che abbiamo sacrificato Livaja più soldi per prenderlo mi si rizzano i capelli. Magari un giorno diventerà il miglior laterale in circolazione ma attualmente credo che sia uno dei peggiori esterni della nostra Serie A.

6. Ad agosto il nostro reparto offensivo poteva contare su Milito, Palacio, Cassano, Coutinho, Longo, Livaja, Sneijder. Come siamo finiti a giocare con Rocchi e Alvarez? (vabbè, qualche idea ce l’abbiamo…)

7. E se nelle restanti quattro giornate ci affidassimo a qualche Primavera in più? Forte e Garritano potrebbero fare peggio di Alvarez, Rocchi e Schelotto? Uno come Benassi in mezzo al campo non ci farebbe comodo? E Pasa? E Belloni? E Ferrara? Dai, Strama, stupisci tutti!!!

8. Voi credete ai segnali premonitori? Negli ultimi mesi si sono infortunati Milito, Cassano, Samuel, Cambiasso, persino Zanetti. Se fosse un segno premonitore del fatto che bisogna chiudere con la vecchia guardia e affidarci ai giovani?

9. “Salta con noi, Zanetti salta con noi”. Anche stavolta i tifosi milanisti hanno dato prova della loro scarsa intelligenza. Un coro di cattivo gusto a cui Zanetti ha risposto con classe e signorilità (vocaboli sconosciuti per quei quattro deficienti che ieri sera cantavano). Del resto, inutile ribadirlo, stiamo parlando di gente che fischiò Maldini (non uno qualunque…) nel giorno del suo addio.

10. Anche aprile è andato via. L’estate è alle porte e con essa anche una nuova sessione di mercato. Spero che si arrivi a maggio-giugno con le idee chiare sugli obiettivi da inseguire e i giocatori da acquistare. E soprattutto su chi deve o non deve far parte dell’Inter del futuro.



PALERMO-INTER 1-0
Marcatori: 10' Ilicic

Palermo: 54 Sorrentino; 25 Von Bergen, 23 Donati, 3 Aronica; 89 Morganella, 5 Barreto, 20 Rios, 28 Kurtic, 29 Garcia (35' st Nelson); 27 Ilicic (27' st Hernandez), 20 Miccoli (42' st Munoz)
A disposizione: 99 Benussi, 30 Brichetto, 7 Viola, 9 Dybala, 14 Anselmo, 16 Fabbrini, 17 Boselli, 18 Faurlin, 19 Sperduti
Allenatore: Sannino
Inter: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 6 Silvestre (25' st Garritano), 40 Juan Jesus; 42 Jonathan, 4 Zanetti (17' st Schelotto), 10 Kovacic, 17 Kuzmanovic (41' st Forte), 31 Pereira; 11 Alvarez, 18 Rocchi
A disposizione: 27 Belec, 30 Carrizo, 24 Benassi, 26 Chivu, 28 Pasa, 62 Ferrara
Allenatore: Stramaccioni
Note. Ammoniti: 11' Miccoli, 46' Silvestre, 6' st Juan Jesus, 12' st Morganella, 14' st Barreto, 41' st Schelotto, 44' st Hernandez. Recupero: pt 3, st 5.


Entius
mercoledì 5 dicembre 2012

A proposito di Wesley

L'urlo di Wes: è rottura
Purtroppo è successo: complici un insieme di fattori, dopo la fantastica vittoria nella tana della Juve la squadra si è come “squagliata”. Le tante partite disputate con una rosa limitata, l’inevitabile scadimento di condizione di giocatori ultratrentenni che le hanno giocate praticamente tutte, i conseguenti infortuni, le squalifiche e, ultima ma non ultima, un trittico di arbitraggi da tregenda che hanno minato le certezze e l’entusiasmo di un ambiente, hanno contribuito come a “svuotare” una squadra che, anche se tutt’altro che perfetta ed imbattibile, si era comunque dimostrata quadrata e ben conscia delle proprie qualità come dei propri limiti. E’ stato un po’ come se in quella partita tutti avessero dato tutto quello che avevano fino all’ultima goccia; un po’ come il purosangue che corre come un pazzo al massimo delle sue possibilità fino a scoppiare.

venerdì 30 novembre 2012

Verso Gasp, "mobbingando" Sneijder

Gasp e Wes un anno e mezzo fa
Era una fresca serata di settembre, una di quelle in cui ci si rende conto di dover salutare l'estate per accogliere i caldi colori autunnali. A Novara il fresco arriva un pelo primo che in altre parti d'Italia, ma per l'Inter giunse il gelo: 3-1 per i neo-promossi uomini di Tesser contro gli ex campioni di tutto nerazzurri. L'inizio della fine. Fu l'ultimo incontro tra il popolo nerazzurro e Gasperini, un incontro a termine di una relazione fugace senza amore, ma neppure scosse adrenaliniche sessuali. Fu soltanto un imprevisto, il tentativo di creare qualcosa da due personalità incompantibili, cioè quella pazza ma orgogliosa del club del biscione e quella ambiziosa ma un pizzico troppo conservatrice del tecnico scuola Juventus (e già si doveva capire tutto, forse). Fatto sta che la mattina seguente a quella fresca serata di settembre, Moratti decise di cacciare il tecnico ex Genoa, senza troppi salamalecchi e senza pillole indorate: Gasperini, hai fallito, sei fuori, come direbbe oggi Briatore. Da quel giorno è stata una guerra dialettica, anche se definirla guerra è decisamente eccessivo. Gasp se l'è legata al dito, Moratti non lo ha mai amato. Semplici schermaglie, diatribe fini a sè stesse.

Domenica pomeriggio però San Siro tornerà ad accogliere il Gasp, subentrato a Sannino sulla panchina continuamente traballante del Palermo Zampariniano. Non ci saranno striscioni di saluti, non ci saranno applausi, non ci saranno nemmeno flash nostalgici nelle menti dei tifosi, soltanto la voglia di veder tornare l'Inter vincere. L'Inter di Stramaccioni, un aggettivo possessivo che Gasperini non è mai riuscito a creare legato a quel nome e che lo porterà, probabilmente, a ricercare la vittoria con un pizzico di rabbia agonistica in più. Ma per noi vincere domenica è troppo importante per poter lasciare al tecnico avversario briciole di soddisfazione, dobbiamo ripartire e girare pagina in velocità. Le deludenti prestazioni delle ultime quattro sfide, tra campionato ed EL, non lasciano molte opzioni: la vittoria deve arrivare. Il Palermo sarà privo di Donati (classe nerazzurra) e Miccoli, folletto zarro che vede in noi una delle sue vittime preferite (chi c'era nella bufera di neve di fine gennaio scorso può ben dirlo, ed io c'ero), motivo in più quindi per Strama ed i suoi ragazzi di far tornare il pubblico di San Siro ad esultare, magari convincendo anche un pò visto che poi arriverà il Napoli in una sfida decisiva per la rincorsa sognante alla Juventus.

Wes e Moratti (AP/LaPresse)
Purtroppo però non passa settimana per noi nerazzurri senza che qualche bubbone venga a galla. Stavolta la colpa è del cruccio Sneijder. La situazione è semplice: per due anni lui dovrebbe guadagnare ancora 6 milioni di € a stagione, ma l'Inter non ci sta e nella sua politica spalma tutto, punta a convincerlo a firmare un rinnovo che allungherebbe la sua permanenza in nerazzurro di un anno, facendo scendere il compenso a 4 milioni però, in sostanza 12 milioni in tre anni invece che in due. E mentre Moratti viene invitato all'ONU per parlare con orgoglio del progetto Inter Campus, l'Associazione Mondiale Calciatori punta il dito contro l'Inter, accusandola di mobbing nei confronti dell'olandese. Solo noi cazzo, solo noi potevamo andare all'ONU e subire accuse del genere nello stesso giorno. Ma va beh, comunque, a quanto pare Wes ci sta pensando e finchè non accetterà la decisione non giocherà, a meno che la politica interna alla società non permetta a Strama di fare di testa sua, allora già domenica potremmo vederlo in campo. Un gran casino. Partiamo da un dato di fatto però: non c'è alcuna azione di mobbing. Il giocatore si sta allenando con la squadra, non è fuori rosa, viene da un lungo infortunio che non gli ha permesso di giocare e pertanto nulla vieta che la sua assenza dal campo sia frutto di una scelta puramente tecnica, anche se tutti sappiamo che non è così. Abbandonato però il versante più "giuridico" e teorico del tutto, beh, è innegabile che siamo di fronte all'ennesimo caso gestito malamente dai dirigenti interisti.

Il contratto di Sneijder l'hanno firmato lui e la Società e visto che rimbrottiamo sempre i calciatori di pretendere continui adeguamenti e di fottersene dei contratti, giusto è riconoscere, in questo caso, il fatto che è la Società stessa a non voler riconoscere un accordo che lei stessa ha sviluppato ed accettato qualche tempo fa. Inoltre la gestione del caso Sneijder unita alla gestione di questa estate dei casi Maicon, ma soprattutto Julio Cesar, mostra come i dirigenti tendano un pò troppo a voler calcare la mano. Come puoi creare mercato ad un giocatore se non lo fai giocare? Come puoi pretendere che a gennaio, se Wes non rinnovasse spalmando, arrivi una squadra con 15 milioni di € per un giocatore che non si vede in campo da fine settembre e guadagna quanto Julia Roberts a film? Sono politiche aziendali e mi pare che noi abbiamo ancora qualcosa da imparare al riguardo. Se proprio vogliamo fare i duri, eccheccazzo, facciamolo per bene e senza che ne esca sempre un caso mediatico! Chissà che ha pensato Ban Ki-Moon quando gli hanno presentato Moratti dicendogli "Sa, questo è il Presidente dell'F.C. Internazionale, club calcistico storico italiano. E' qui per un progetto umanitario in aiuto dei bambini di Paesi in difficoltà, ma nel frattempo a Milano i suoi sgherri stanno mobbizando Sneijder, il giocatore che guadagna di più nel club". Magari non ha pensato nulla, ma evitare figure di merda non sarebbe una cattiva idea. E ciò vale per il caso Sneijder tanto quanto per la partita di domenica con il Palermo. Vinciamo. Perdere contro Gasperini sarebbe una figura di merda quasi insopportabile, davvero. 

Andrea
mercoledì 1 febbraio 2012

Inter-Palermo 4-4: mi spiace, ma questo non è calcio.



Sarebbe bello offrire il solito articolo in cui si discute della gara, di cosa è andato, di cosa non è andato, e di quelle emozioni che un risultato positivo o negativo inevitabilmente ci farebbero provare. Purtroppo, questa sera non si è giocata una partita di calcio, e sfido chiunque a dirmi che non è così. Pertanto, almeno da parte di chi scrive non ci sarà nessuna analisi di 90 minuti giocati su un campo ghiacciato e con le sole fasce laterali "agibili", perchè non c'è niente di cui parlare. Questo, non è sport, non è calcio, non è nulla di nulla.


TABELLINO
 
INTER-PALERMO 4-4


Marcatori: 17′ Mantovani, 22′, 10′ st rig., 16′ st, 24′ st Milito, 7′ st, 21′ st, 40′ st Miccoli.

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 23 Ranocchia, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 18 Poli (19′ st Palombo); 10 Sneijder (22′ st Obi); 7 Pazzini, 22 Milito (42′ st Zarate). A disposizione: 12 Castellazzi, 2 Cordoba, 26 Chivu, 30 Castaignos. Allenatore: Claudio Ranieri.

Palermo: 1 Viviano: 6 Munoz (17′ st Pisano), 2 Mantovani, 3 Silvestre, 42 Balzaretti; 23 Donati, 5 E. Barreto, 16 Zahavi (18′ st Ilicic); 14 Bertolo; 9 Budan (30′ st Vazquez), 10 Miccoli. A disposizione: 33 Tzorvas, 13 Aguirregaray, 17 Vazquez, 20 Acquah, 24 Mehmeti, 27 Ilicic. Allenatore: Bortolo Mutti.


Arbitro: Marco Guida (sez. di Torre Annunziata). Note.


Ammoniti: 9′ st Munoz, 38′ Obi. Antonio