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| C'è solo un capitano! #animoJavier |
Domenica pomeriggio in quel di Palermo abbiamo assistito all’ennesimo
dramma di una stagione maledetta che speriamo vada in archivio il più
presto possibile: la rottura del tendine d’Achille del nostro grande,
immenso capitan Zanetti. La smorfia di dolore sul suo volto ci ha fatto
subito presagire il peggio, proprio perché apparsa sul viso di uno che
non si è mai concesso una sceneggiata o una pantomima. Mai una protesta
scomposta, mai una polemica, mai una frase sconveniente verso un
avversario, tantomeno un insulto; mai niente fuori posto insomma,
nemmeno il ciuffo dei capelli. Sembra molto facile parlare del capitano e
invece non lo è senza cadere nella banalità; su di lui è stato detto
tutto e si è sempre trattato del meglio, dato che anche il più feroce
dei detrattori o il più agguerrito degli avversari non è riuscito
praticamente mai a trovare qualcosa a cui appigliarsi per dirne male. Ce
l’hanno fatta domenica sera
alcuni imbecilli posizionati nella curva
del tifo ultrà rossonero, facendoci capire a che livello di brutalità
intellettiva possa arrivare un essere umano per potere gioire del grave
infortunio di un avversario della caratura del nostro Javier.
Gli imbecilli ci sono in tutte le curve, per carità, ma in occasione
del ritiro di Maldini la nostra curva gli dedicò uno striscione di
saluto e di stima; così, giusto per ricordare e distinguere un attimo.
Non sono certo io, dunque, a dovere trovare le parole per descrivere ed
esaltare il nostro capitano; mi limiterò a constare che giocatori e
uomini così io non ne vedo più, almeno qui in Italia, e dopo il nostro
compianto Giacinto e lui trovo veramente difficile individuare chi possa
rilevarne la pesantissima eredità. Nonostante tutta la mia ammirazione e
l’affetto che nutro nei suoi confronti, anzi, forse proprio in forza di
questo, sono fermamente convinto che la nostra dirigenza avesse il
dovere di preservarlo e di proteggerlo, prevedendo in rosa giocatori
nei suoi ruoli ai quali lui potesse subentrare in un naturale turn-over;
praticamente impiegarlo per 20 o 25 partite all’anno. Invece gliene
hanno fatte giocare una cinquantina, tutte da titolare dal primo minuto
escluse una a Siena in campionato e una o due in Europa League; troppo
anche per una specie di fenomeno bionico come lui, alla soglia dei 40
anni; d'altra parte quando gli altri esterni si chiamano Pereira,
Jonathan e Nagatomo, per non parlare poi dei centrocampisti, è evidente
che il meno peggio risulti in fondo essere sempre lui.
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| Il dolore di Zanetti al momento dell'infortunio |
E così alla fine si è dovuto arrendere anche il nostro Highlander: ne rimarrà soltanto
uno, dicevano dopo l'impressionante catena di infortuni, e invece... Il
mio modesto parere è che, nonostante le frasi di circostanza pronunciate
da tutti, compagni, avversari, dirigenti, giornalisti e da lui stesso
che sulle stampelle e col sorriso ha dichiarato che si
“fermava ai
pit-stop per un cambio gomme”, dimostrando ancora una volta la sua
serenità interiore e la sua forza d'animo, lui non sarà più in grado di
recuperare da un infortunio di tale portata, molto grave anche per uno
decisamente più giovane di lui. Lo speri, ci credi anche ed è giusto
così; poi però ti scontri con la dura realtà e con la carta
d'identità. Javier deve pensare a guarire bene e a recuperare del tutto
la funzionalità del piede ma non per giocare a calcio a certi livelli:
lui ci sarà molto utile, ma non sul campo di gioco, come purtroppo non
lo è potuto essere quest'anno, insieme a tanti altri. E' il capitolo
finale e l'emblema più crudele di una gestione che da tre anni a questa
parte è stata totalmente fallimentare, come abbiamo sottolineato più
volte, e non mi si venga a parlare di sfortuna: avere in rosa tanti
ultratrentenni e non prevedere per loro degli adeguati ricambi significa
andare fatalemte incontro alla mattanza alla quale abbiamo assistito
ultimamente, complice anche una Europa League affrontata in maniera
superficiale e scellerata.
Non voglio sentire altre stronzate: QUI
QUALCUNO DEVE PAGARE! Per il momento sarebbe il caso
di finire questa terribile stagione con i giovani, che mi rifiuto di
credere possano fare peggio di Kuzmanovic, di Schelotto o di Rocchi;
perchè in un'annata del genere non vorrei mai vedere saltare i legamenti
del ginocchio a Kovacic, Handa o a Juan Jesus. Due brevi annotazioni
per chiudere: una per Mou, che alla faccia dei cervellotici
riconoscimenti della rivista TIME, a una domanda che coinvolgeva sia
Zanetti che Balotelli si è rifiutato di accomunarli in un'unica
risposta lui che li ha conosciuti entrambi. Poi Balo sarà anche un pò
cambiato da allora, ma non al punto da valere come persona nemmeno un
dito del piede del nostro capitano; come giocatore è un altro discorso.
Infine vorrei sapere come la pensano adesso tutti quei blogger
"aziendalisti" che dopo una dozzina di partite sentenziavano che
l'affare fra noi e il Milan nello scambio Cassano-Pazzini l'avevamo
fatto sicuramente noi: ne siete ancora così convinti, signori ?
Alex