A volte capita, a me almeno, di trovarsi a riflettere su
certi aspetti in momenti nei quali alla
maggior parte delle persone vengono
probabilmente spontanee tutt’altro tipo di considerazioni; il rischio è
quello di non venire capiti e di passare per i classici “bastian contrari”, o
più brutalmente per i rompiballe di turno. Siccome però ci piace considerarci
un blog di opinione e non necessariamente allineato alle scelte societarie,
provo ad addentrarmi in certe considerazioni dopo una vittoria come quella
contro il Chievo, non dopo la sconfitta contro il Siena.
Il povero Stramaccioni le sta tentando un po’ tutte, e nelle
dieci gare ufficiali fin qui disputate ha utilizzato tutti i moduli e tutti gli
uomini possibili, nell’intento di trovare quello più efficace e adatto ai
giocatori che la Società gli ha messo a disposizione. E proprio nella gara
contro il Chievo si è avuta conferma di una realtà non troppo entusiasmante,
sempre a mio parere: se proviamo a schierare una formazione con almeno tre
giocatori prettamente offensivi, “becchiamo” regolarmente un gol prima di
riuscire a realizzarne uno e la faccenda si complica ancora di più, dato che
poi dobbiamo ulteriormente scoprirci per tentare di raddrizzare la gara con il
risultato che ne incassiamo regolarmente almeno un altro. Questo è sempre
successo a S. Siro, dove in qualche modo
si è portati a rischiare qualcosa di più, condizionati dal fattore campo e al tempo stesso confidando in esso. Quando invece
partiamo più prudenti con soli due giocatori offensivi, indipendentemente dal
fatto che la difesa venga schierata a tre o a quattro, risultiamo più compatti
e subiamo meno, riuscendo quasi sempre a colpire in contropiede e a vincere la
gara, magari in maniera anche un pò fortunosa come è successo in quel di
Verona. A parte il fatto che il nostro Mister possa contrariarsi se la cosa gli
viene fatta notare, magari in termini e con vocaboli non del tutto corretti,
purtroppo sembra assodata la realtà che se l’Inter attuale vuole fare punti
deve mettere un po’ da parte i sogni di gloria e di calcio spettacolo (o di
“bel calcio” come va di moda dire adesso) e adattarsi a utilizzare moduli che
prevedano un centrocampo maggiormente presidiato.
Deki ancora non si sa come starà quest'anno |
Questa considerazione ci
porta fatalmente ad un’altra di carattere più generale che abbiamo affrontato
tante volte nel corso di questi ultimi due anni: sono stati scelti giocatori
sbagliati, sia in senso assoluto, sia in rapporto a quelli che c’erano già in
rosa e al sistema di gioco che si prevedeva di utilizzare. Premesso che ritengo
quelle sul “calcio spettacolo” un po’
delle fisime e che il calcio spettacolo riesci a proporlo quasi esclusivamente
se disponi di grandi interpreti, non ci trovo nulla di male nel fatto che
l’Inter possa decidere di utilizzare un modulo che prevede una certa densità a centrocampo, dal momento che è
lì che si vincono quasi sempre le partite; il problema è che questa densità
prevede l’utilizzo di un centrocampista capace di organizzare la manovra e
dettare tempi e schemi di gioco, ma non di un trequartista. Noi in rosa ne
abbiamo ben tre: Sneijder, Cou e Alvarez, e non mi venite a dire che sono adattabili in
altri ruoli perché non è così. Per permettersi un trequartista ci vorrebbero
centrocampisti di qualità medio-alta, capaci di interpretare entrambe le fasi e
che alle doti tecniche siano in grado di abbinare anche doti dinamiche
altrettanto importanti: in rosa all’Inter ci sono Nagatomo, Zanetti, Pereira, Jonathan,
Cambiasso, Guarìn, Mudingayi, Obi, Gargano più Stankovic e Mariga quando e se
mai torneranno a disposizione.
Direi che queste caratteristiche le possiede al momento solo Guarìn e forse in parte Gargano se recupererà la condizione che aveva nei migliori momenti a Napoli. Per non parlare dell’attacco dove è stata impostata una stagione senza prevedere una valida alternativa a Milito che ha “solo” 33 anni. Ci siamo illusi che potesse realizzarsi un mezzo miracolo e che le cose potessero andare in maniera diversa, come è giusto che sia, essendo tifosi e augurandoci sempre il meglio per i nostri colori, anche contro la logica. Purtroppo ci siamo risvegliati bruscamente, realizzando che per la difesa a tre l’unico giocatore con le caratteristiche perfette per fare il centrale (Chivu) non ne ha più neanche per scherzo; che per i cinque di centrocampo non solo manca qualità, ma anche il famoso organizzatore di gioco (a meno di non volere considerare Deki che è messo, per quanto possibile, ancora peggio di Chivu); e che per i due che dovrebbero giocare davanti abbiamo un sovraffollamento che porterà fatalmente qualcuno ai margini del progetto (Coutinho?).
Direi che queste caratteristiche le possiede al momento solo Guarìn e forse in parte Gargano se recupererà la condizione che aveva nei migliori momenti a Napoli. Per non parlare dell’attacco dove è stata impostata una stagione senza prevedere una valida alternativa a Milito che ha “solo” 33 anni. Ci siamo illusi che potesse realizzarsi un mezzo miracolo e che le cose potessero andare in maniera diversa, come è giusto che sia, essendo tifosi e augurandoci sempre il meglio per i nostri colori, anche contro la logica. Purtroppo ci siamo risvegliati bruscamente, realizzando che per la difesa a tre l’unico giocatore con le caratteristiche perfette per fare il centrale (Chivu) non ne ha più neanche per scherzo; che per i cinque di centrocampo non solo manca qualità, ma anche il famoso organizzatore di gioco (a meno di non volere considerare Deki che è messo, per quanto possibile, ancora peggio di Chivu); e che per i due che dovrebbero giocare davanti abbiamo un sovraffollamento che porterà fatalmente qualcuno ai margini del progetto (Coutinho?).
Verratti, andato al PSG per 15 milioni di € |
Questo purtroppo è inevitabile quando si procede in maniera
“spot”, secondo gli umori e le tendenze del momento, e non basandosi su un
minimo di programmazione; programmazione che non ti garantisce automaticamente
i risultati, dal momento che gli imprevisti sono all’ordine del giorno, soprattutto
operando in ambito sportivo, non meramente aziendale, dove due centimetri di
differenza possono significare a volte la vittoria o meno di un importante e
prestigioso trofeo. Programmazione che dovrebbe però garantire una direttrice
guida lungo la quale muoversi e operare, onde evitare di fare la fine del
calabrone chiuso nel vaso di vetro; questo a prescindere dalla scarsità attuale
di risorse finanziarie di cui tutti siamo a conoscenza e della quale ci
rendiamo perfettamente conto. Qualche giorno fa sono stato un po’ ripreso dal
nostro coautore Andrea perché ho affermato (non sono stato comunque l’unico) che era stato un mezzo delitto
essersi fatti scappare uno come Verratti; le argomentazioni erano che il
ragazzo costava troppo in rapporto a quanto dimostrato finora. Come discorso lo
posso anche accettare; il problema vero è che se hai pensato a Verratti e non riesci
ad arrivarci, dovresti cercare di prendere uno con caratteristiche almeno
simili, non Gargano o Mudingayi, con tutto il rispetto: uno dei due va anche
bene, ma l’altro deve essere un giocatore con caratteristiche diverse. Mi viene
in mente Borja Valero, tanto per fare un esempio, o Lodi o al limite anche
Pizzarro, sempre per restare in tema di FPF. E questa lacuna non verrà certo
colmata dall’eventuale acquisto di Paulinho (ci crederò quando lo vedrò in sede
assieme a Branca con la maglia), anche se aumenterà sicuramente il
tasso tecnico del nostro centrocampo; d’altro canto non è che ci voglia molto
in questo momento…
Branca e Ausilio, come dicevamo sopra, danno la netta
impressione di procedere “a spot”, in base cioè all’occasione del momento: c’è
un giocatore che costa poco, o magari è addirittura in scadenza di contratto, e
pretende pure un ingaggio contenuto? Bene, si compra! Peccato che con questo
metodo si rischia di fare come quando ci sono le offerte speciali al
supermercato e la moglie o la mamma tornano a casa con tre tipi di detersivo,
quattro qualità diverse di thè, otto bottiglie di vino rosso fermo e
venticinque scatole di cibo per gatti; siamo convinti di avere davvero
risparmiato e, soprattutto, non è che il giorno dopo dobbiamo tornare a far
spesa? Strama si è così ritrovato con
una caterva di portatori d’acqua in mezzo al campo e nessun organizzatore, con
tre trequartisti inutili o equivoci se insisterà sul nuovo schema provato a Verona, da aggiungere ai quattro attaccanti per ricoprire due ruoli.
Io dico sempre che l’impostazione a un’organizzazione la dà il “manico”, cioè
il vertice, in questo caso il Presidente: e cosa possiamo pretendere da chi ha
cambiato 19 allenatori in 19 anni? Poco ci manca che arriviamo al record di
Zamparini. Poi, per carità: viva Moratti che ha tante altre qualità e che,
nonostante tutto il letame che ci possono buttare addosso, ci tiene lontani da
certe porcherie. Però il dato di fatto è lì, impietoso, a ricordarci che il
nostro Presidente è uno che agisce fondamentalmente d’istinto e d’impulso e che
non ama certo programmare, né a medio, né tantomeno a lungo termine. Temo
perciò si vada verso una stagione piuttosto avara a livello di risultati, con
la posizione Champions come unico possibile e tutt’altro che facile traguardo
raggiungibile e stagioni seguenti sulla stessa
falsariga.
Pessimista? Forse, e spero ovviamente di sbagliarmi; tutto questo ovviamente sempre che non si verifichino cambiamenti radicali, a questo punto più che auspicabili.
Pessimista? Forse, e spero ovviamente di sbagliarmi; tutto questo ovviamente sempre che non si verifichino cambiamenti radicali, a questo punto più che auspicabili.
Alex
Ciao Alex...volevo solo dirti che il mio non era assolutamente un rimprovero, anzi! Come dici te siamo un blog di opinioni e la mia era ed è diversa dalla tua, tutto qui :) Penso ancora adesso, in piena santificazione del giovin Verratti, che 15 milioni di € per un ragazzo con alle spalle solo una stagione buona di B siano decisamente troppi e, soprattutto, non finanziabili in questo momento per le nostre casse. Poi posso essere d'accordo sul fatto che se cerchi lui e non lo prendi devi lanciarti su giocatori almeno simili, ma è un discorso diverso e su cui posso anche essere d'accordo :)
RispondiEliminaMa no Andrea; ci conosciamo ormai da qualche anno e abbiamo imparato a stimarci e rispettarci direi, anche se succede non di rado che abbiamo opionioni un pò diverse. Ma questo ci sta, altrimenti sai che palle! Quindi un cosiddetto "rimprovero" di quel tono da te lo accetto senza problemi. Mi sono focalizzato su Verratti perchè è l'unico giocatore di quel tipo per il quale l'Inter abbia fatto un tentativo; di altri non mi sembra se ne sia parlato. Sahin, forse; ma non l'ho mai visto giocare, quindi non mi è rimasto impresso più di tanto. Il problema è che il calcio italiano in generale e noi in particolare, non abbiamo più "appeal" e anche i giovani talenti, italiani o stranieri che siano, preferiscono andare all'estero, attratti dai soldi e da progetti, come dicono loro, che poi magari non sempre si concretizzano. Io quello che non riesco veramente a capire è come Branca possa restare al suo posto, "degnamente" spalleggiato da Ausilio. Non vorrei che ci fosse sotto qualcosa di poco chiaro e d extra-calcistico. Boh....
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