martedì 6 novembre 2012

San Giuan fa Minga Ingann


Non è facile scrivere qualcosa di non già detto dopo l’anticipo di campionato di Torino, ma la prima cosa che viene spontanea da rilevare è che, contrariamente agli auspici di potere assistere a una gara regolare e senza grosse porcate, hanno provato, in barba ad ogni minima decenza, ad organizzare l’ennesima rapina a mano armata nei nostri confronti. Nemmeno una settimana dopo lo scandalo di Catania e la settimana di polemiche furiose, ci hanno riprovato “belli così” e come se niente fosse, quasi potessero contare non solo su un’immunità assoluta ma quasi sull'approvazione di qualcuno.



Mi riferisco ovviamente a tutta la classe arbitrale, dirigenti compresi (Braschi & Nicchi), e chi ha ritenuto estreme ed esagerate le tesi esposti nel post "Son tornati i tempi cupi", forse oggi le troverà un pò meno fantascientifiche. Il colpo perfetto non ha però evidentemente tenuto conto della forza d'animo della potenziale vittima; essa aveva scelto uno schieramento molto spregiudicato e rischioso che nei piani iniziali era presumibilmente stato pensato per andare in vantaggio e portare la gara sul binario preferito per esaltare le potenzialità degli uomini di Stramaccioni; schieramento che era stato anche sottilmente irriso dalla dirigenza juventina che l’aveva definito “spensierato”, salvo essere costretta nel dopo gara ad un impacciato tentativo di retromarcia essendosi accorta di avere pestato un escremento di proporzioni elefantiache.

Dopo 18 secondi, senza che un solo giocatore dell’Inter potesse toccare il pallone, tutto questo è andato in fumo grazie all'ennesimo scempio di un gol viziato da una posizione di fuorigioco di quasi 2 metri. Una mazzata che avrebbe abbattuto un toro Miura; i nostri ragazzi hanno infatti barcollato e sotto shock hanno rischiato nei cinque – sei minuti successivi di subire il raddoppio, evitato anche grazie ad un grande Handanovic, ma poi si sono ripresi e hanno cominciato a macinare gioco andando ad aggredire la Juve là dove non è abituata ad essere aggredita e mettendola quindi man mano sempre più in difficoltà. Quindi gli altri due episodi “chiave” che hanno visto protagonista la terna arbitrale: uno splendido gol annullato a Palacio per fuorigioco millimetrico (probabilmente era in off-side giusto con la “trenza”) e quello forse più grave di tutti, la mancata espulsione di Lichsteiner da parte del “miglior arbitro italiano” che, come aveva fatto l’anno scorso in occasione del gol-non gol di Muntari, invece che recarsi sul posto a verificare col guardalinee e l’arbitro di porta se n’è andato il più lontano possibile dal luogo del fattaccio facendo finta di niente. Uno schifo veramente assoluto.

Poi dopo il riposo è entrata in campo una squadra con “gli occhi della tigre” e ha messo in scena 45 minuti fra i più splendidi ed esaltanti della recente storia nerazzurra; lo ha fatto con l’autorità e la consapevolezza di chi crede nei propri mezzi e nella validità di un progetto, con una grinta feroce ma nello stesso tempo calma, lucida, tremendamente efficace. In una parola, come recitava una pubblicità di tanti anni fa (amaro Cynar), con la forza dei nervi distesi. In altre occasioni la squadra sarebbe andata in confusione, scoprendosi nel tentativo di recuperare, innervosendosi e prestandosi al gioco di chi voleva che le cose andassero in un certo modo e non aspettava altro per sventolare cartellini di colore giallo e rosso a go-go; invece nulla di tutto questo. La squadra ha risposto "sul campo", come piace dire a qualcuno da quelle parti e come gli ha ricordato anche il nostro giovane allenatore, col gioco corale e con le prodezze dei singoli, in un inebriante crescendo rossiniano di orgasmo calcistico. Alcuni giocatori hanno anche commesso errori gravi (Ranocchia, Juan, Nagatomo, Gargano), propiziando le uniche occasioni da gol bianconere dopo quelle di quell'assurdo inizio gara; ma dopo una gara del genere sono tutti da 10 in pagella, senza distinzioni di sorta.

E da 10, se si potesse anche di più, è il nostro giovane tecnico, dal momento che questa forza dei nervi distesi non può che averla infusa lui in giocatori che fino a qualche mese fa erano l’ombra di loro stessi (Cambiasso, Ranocchia, Samuel) e a giocatori nuovi che finora non avevano mai lottato a certi livelli per i traguardi più alti (Palacio, Handanovich, Mudingayi, Juan, Gargano); facendo infine ritrovare il massimo della convinzione in coloro che non avevano concluso male l’anno scorso, ma che quest’anno stanno dimostrando tutt’altro piglio e convinzione (Nagatomo, Zanetti, Milito). Un discorso a parte lo merita poi Cassano: dal bad-boy spaccaspogliatoi a parte integrante di questo progetto, deciso ma non esagerato nel chiedere conto a Tagliavento degli obbrobri perpetrati, nel tunnel fra primo e secondo tempo. Un trascinatore e un fattore di amalgama nell’ambiente nerazzurro, una persona che sembra finalmente maturata e che ha forse trovato l’ambiente che ha saputo capirlo e valorizzarlo a pieno.

E anche qui non possono non essere considerati i meriti di Stramaccioni che ha voluto fortemente l’ex ragazzo di Bari Vecchia, andandosi a mettere in casa una potenziale patata bollente che in pochi avrebbero voluto in uno spogliatoio già storicamente non proprio facile. Nessuno può dire con certezza quanto e se durerà questo suo stato di grazia, ma per il momento ce lo godiamo così, essendo già andato oltre le più rosee aspettative da tutti i punti di vista. Per chi è veramente interista, interista dentro intendo, e che vive il tifo calcistico oltre che come passione anche come pur modesta espressione di filosofia di vita e di comportamento (mi si passi il paragone forse un po’ azzardato), quella di Sabato sera è stato uno dei momenti più belli di sempre e che hanno pochi eguali nella storia recente dell’Inter; e vi parlo degli ultimi 45 anni circa, visto che non sono più un ragazzino.

Vincere contro “quella squadra lì”, primi in assoluto a riuscirci in quello stadio dove ostentano vergognosamente trenta scudetti falsi e inesistenti, umiliandoli con un secondo tempo da antologia e per giunta dopo avere subito i soliti torti clamorosi che avevano spianato loro la strada per l’ennesima vittoria- rapina…beh, direi che non ha prezzo: per tutto il resto c’è Mastecard. E’ la partita che avevo sempre sognato, da anni, da decenni forse e di questo voglio ringraziare con il cuore quei fantastici ragazzi che hanno saputo trasformare il sogno in realtà e l’altro ragazzo che li guida con tanta consumata perizia da veterano. Non mi piacciono i paragoni e Andrea è se stesso e basta; ma questo atteggiamento contro la Juve non l’avevo visto nemmeno quando alla nostra guida c’era il grande Josè, e vi militavano campioni certamente superiori ai pur bravi giocatori scesi in campo l'altra sera .

Ma c'è qualcun altro che deve ringraziare i nostri ragazzi per la gara dell’altra sera: la classe arbitrale in toto e i “Signori” Tagliavento e Preti in modo particolare; senza questa fantastica partita che hanno giocato i nostri ragazzi, tutta l’attenzione si sarebbe per l’ennesima volta puntata sulle loro nefandezze. Vedremo adesso se continueranno a perpetrarle come se niente fosse o se a qualcuno sorgerà un minimo ed auspicabile senso di profonda vergogna. Per il calcio in generale eh; noi della nostra squadra siamo e saremo sempre orgogliosi comunque, anche se qualche volta la critichiamo senza sconti, forse per troppo amore. E senza volere cadere troppo nel melenso o nel patetico, non sarà un santo come quello del titolo, ma lassù sono convinto che qualcuno abbia sorriso e sia stato orgoglioso di una squadra che qualche anno fa ha contribuito a costruire: non c'è bisogno di fare nomi, direi.

Alex

11 commenti:

  1. Devo dire che sono d'accordo al 110% col post di Nicoletti: http://www.fabbricainter.com/2012/11/07/come-sono-tornati-i-tagliavento/

    RispondiElimina
  2. Ciao Antonio. Nicoletti ha fatto un gran bel post, ma io sono d'accordo al 95% e ti spiego perchè. E' vero che alcuni "cazzoni" nerazzurri si sono cagati in mano e farneticavano anche loro di una restituzione dello scudetto sotto la spinta mediatica, ma è altrettanto vero che i blog possono fare molto poco. Quella di tenere un profilo basso e farsi ricoprire di fango è stata una scelta della Società che ha lasciato che si instaurasse una tesi revisionista sulla quale i media, molto più controllabili dalla Juve che da noi, sono poi andati a nozze. Moratti qui per me ha sbagliato di brutto e l'ho sempre detto: se andiamo avanti così, in questo Paese dalla memoria corta, fra cinque anni saremo noi gli unici colpevoli di Calciopoli.

    RispondiElimina
  3. Povero Bergomi..non si è ancora reso conto che non si può dire la verità! Il problema Alex, è che nel mondo marcio in cui vivono costoro...ci viviamo anche noi...perbacco...per non dire altro!

    RispondiElimina
  4. Guarda Alex, molti tifosi interisti hanno spesso criticato Bergomi per i suoi commenti e lui stesso, in diverse occasioni, ha detto di essere rimasto deluso dall'atteggiamento della nostra dirigenza. Perchè dico ciò? per fare capire che le lamentele dei tifosi juventini sono assolutamente insensate e stupide come dici tu. Ascoltate mediaset e allora si che vi verrà voglia di mandare mail per sfanculare tutti! :)

    RispondiElimina
  5. Complimenti Alex, è un post che letto a freddo, forse, fa capire ancora di più ciò che abbiamo provato sabato sera. Troppo facile sarebbe stato dire e leggere queste parole nell'immediato, anzi, probabilmente non sarebbero neppure uscite queste parole nell'immediato, tanta era la gioia di avere battuto non solo la Juventus, ma, come ha scritto Antonio nel post partita, anche la vergogna, soprattutto quella. Per ora godiamoci il momento, poi quel che sarà, sarà...di certo il lavoro che stanno facebndo i ragazzi e Strama, beh, è un lavoro che rimarrà nel tempo, in ogni caso, comunque finirà questa stagione!

    RispondiElimina
  6. Come ti dicevo ieri Andrea, se avessi scritto subito dopo il fischio finale ci avrebbero chiuso il blog :D

    RispondiElimina
  7. Beh ragazzi, contenti che vi sia piaciuto il mio post. Forse non avete letto la più bella: a SKY sono giunte un migliaio di telefonate di protesta per il commento di Bergomi, accusato di parteggiare per l'Inter. Io la partita l'ho seguita proprio su Sky e Bergomi non ha fatto altro che raccontare quel che vedeva: errori arbitrali incredibili nel primo tempo e una grande Inter nel secondo. Peraltro lo "Zio" è sempre diviso fra il dente avvelenato contro Moratti che non gli dato nessun incarico in Società e il timore di sembrare proprio filo-interista: per cui spesso ci da anche addosso, per non sbagliarsi. Caressa per contro vaneggiava di Giovinco fermato in fuorigioco inesistente solo davanti al portiere, mentre era al vertice dell'area di rigore e ha sparacchiato malamente fuori prima del fischio dell'arbitro e che gli errori enormi avevano addirittura svantaggiato la Juve. Pensate in che razza di mondo marcio vivono costoro...roba da matti!

    RispondiElimina
  8. Io sull'argomento Bergomi sono parecchio frastornato. Lo sanno anche i muri che e' interista, ma nelle sue telecronache e nei suoi commenti da opinionista non e' mai stato pesantemente sopra le righe, mantenendo una certa obiettivita' e una competenza notevole. La cosa piu' pesante che gli ho sentito dire sabato a fine partita e' stata "l'Inter piu' forte, nettamente", ma mi sembra chiaro si riferisse alla gara e non in assoluto. Ho perso poi il conto delle volte in cui lo avrei mandato a fanculo per quanto calcasse la mano sulle prestazioni non buone dell'Inter.

    Piuttosto, su Sky abbiamo Boban, Vialli, Panucci, Costacurta, Mauro, tutta gente che sappiamo di che bandiera sia..eppure c'e' profondo rispetto, mi sembra. Che cosa pensavano, che Bergomi fosse disperato perche' l'Inter aveva appena sbancato Torino? Bah..

    RispondiElimina
  9. Beh ragazzi, sono contento che vi sia piaciuto il post. Sembra che un migliaio di cosiddetti tifosi juventini abbiano telefonato a SKY per chiedere l'allontanamento di Bergomi, reo di essere troppo fazioso. Bergomi ha semplicemente constatato gli enormi errori arbitrali e il grande secondo tempo dell'Inter, in maniera sempre misurata. Anzi spesso lo "Zio" ci dà anche addosso un pò perchè ha il dente avvelenato contro Moratti che non gli ha dato incarichi in Società, e un pò per non sembrare troppo filo-interista. Tutto bene per Caressa che vaneggiava invece di Giovinco fermato a tu per tu col portiere per fuorigioco inesistente, mentre invece era al vertice dell'area e aveva già malamente sparato fuori prima del fischio e sosteneva che la Juve era stata addirittura svantaggiata psicolgicamente dagli errori arbitrali (come se non ci fossero abituati a ricevere favori del genere). Pensate in che razza di mondo marcio vive questa gente....roba da matti!

    RispondiElimina
  10. Bellissimo post Alex, mi è piaciuto molto! L'impresa dell'Inter è stata
    mostruosa, mi ha tolto quel bisogno che sentivo da sempre "umiliare i
    gobbi!", una soddisfazione così non me l'aveva data neppure il grande
    Josè.

    Al termine del primo tempo pensavo che la cosa migliore sarebbe stata
    quella di abbandonare il campo, risparmiare le forze per le partite
    successive, ma mi sbagliavo.

    Stavo ragionando alla vecchia maniera, avrei passato una settimana a
    rosicare per i torti subiti e per l'ennesimo furto, schifato del calcio
    italiano (cosa che già provo), ancora di più!.

    L'Inter invece, questa volta, è tornata in campo e ha lottato con tutte
    le sue forze, con lucidità e cinismo, sapendo cosa fare e dove poter
    colpire per cercare di risollevare le sorti di una partita che sembra
    compromessa.

    Bravi ragazzi, brava Inter, bravo Stramaccioni....che vittoria
    incredibile, gli abbiamo sverginato lo stadietto nuovo nuovo e con una
    sontuosa vittoria, esultando a casa loro...che altro dire..GODO!

    RispondiElimina
  11. Pietro Domenico CHIACCHIO5 febbraio 2013 12:39

    Alex sei un grande. Analisi precisa che quasi si compone in un a foto della partita. Ed infine il riferimento al CIPE è la ciliegina sulla torta. Un abbraccio

    RispondiElimina