giovedì 21 marzo 2013

A volte (non) ritornano - Parte Seconda

Josè Mourinho Real
Josè Mourinho, fino a giugno certamente al Real Madrid
Parte seconda, dal momento che già tempo fa avevamo avuto occasione di redigere un post con lo stesso titolo a proposito dei “rumors” messi in giro ad arte dalla solita stampa “amica” e che vaneggiavano di un possibile ritorno di Eto’o e di Balotelli all’Inter; titolo che fra l’altro ci aveva copiato pari-pari, probabilmente in maniera del tutto casuale,  niente di meno che la principale testata giornalistica on-line che fornisce notizie sull’Inter 24 ore su 24.



Stavolta l’indiziato di turno per l’operazione “nostalgia” è Josè Mourinho da Setubal, indimenticato protagonista di uno dei periodi più esaltanti della storia della nostra Società, senz’altro il più esaltante degli ultimi 40 anni. Appare piuttosto evidente l’intento di dipingere come sempre più precaria la posizione di Stramaccioni, anche al di là di quanto non lo sia realmente; il portoghese è infatti solo l’ultimo nome di una pletora di “papabili”alla panchina dell’Inter per la prossima stagione: Mazzarri, Lucescu, Blanc, Zenga, Simeone, Mihajlovich, Prandelli, Spalletti e chi più ne ha, più ne metta. A questo punto potevano fari i nomi anche di Mazzone,”Picchio” De Sisti, DJ Angelo e Nicola Savino. Diciamo che il nome di Josè è salito alla ribalta dopo una sua intervista dove ha dichiarato per l’ennesima volta il suo attaccamento ai nostri colori e contestualmente che non esclude in un futuro, non si sa quanto prossimo, di potere tornare a sedere sulla panchina dell’Inter.

Moratti, Mou e l'Inter: amori indistruttibili
Per la verità quanto lui parla di noi è sempre molto carino, e si nota dalle sue parole come sia realmente rimasto piuttosto attaccato alla squadra e alla Società e come un po’ di nerazzurro gli sia effettivamente restato dentro; di questo sono personalmente molto felice e orgoglioso, perché al di là di tutto quello che viene detto su di lui, lo ritengo una persona “vera”, schietta, leale, tutta d’un pezzo, pur con alcuni difetti che tutti quanti abbiamo, oltre che il migliore allenatore in questo momento in circolazione. Per questo io credo in quello che dice, anche perché francamente non mi ricordo di avergli mai sentito proferire nulla di palesemente falso, anche se per motivi di opportunità.

E’ chiaro che uno voglia sempre tenersi aperte il più porte possibile, ma io sono abbastanza convinto che se dice che potrebbe un giorno tornare all’Inter e che gli piacerebbe, questa dichiarazione corrisponda a verità; come ebbe modo di dire alla prima conferenza stampa italiana, lui “non è un pirla”. Infatti  tiene aperta solo la nostra porta, affermando che se dovesse tornare in Italia, sarebbe solo e unicamente per tornare a sedersi sulla panchina dell’Inter; non certo la più appetibile delle panchine, a maggior ragione in questo momento. E il problema, se così possiamo chiamarlo, sta proprio qui: nessuno mi toglie dalla testa che se ne sia andato piuttosto precipitosamente da vincitore poiché aveva intuito che Moratti aveva intenzione di ridimensionare e probabilmente aveva anche intuito che l’operazione aveva buone possibilità di svolgersi in maniera maldestra. Fra i suoi difetti, se possiamo chiamarlo così, sicuramente c’è un forte culto della personalità e una forte autostima, che non lo porterebbero mai ad accettare di mettersi in gioco in situazioni nella quali non sia convinto di avere buone possibilità di uscirne da vincitore.

 
Per "AS" Mou a giugno se ne va dal Real. Torna all'Inter?
Questo è molto semplicemente il motivo per il quale ritengo impossibile un ritorno del Mou, almeno nel breve periodo, oltre al fatto che da buon lusitano è piuttosto sensibile al fascino della “vil moneta” e pretende ingaggi stratosferici che in questo momento Moratti non è certo in grado di garantirgli. Inoltre, considerata la situazione dell’attuale rosa dei giocatori dell’Inter, un suo eventuale ingaggio comporterebbe investimenti che in questo momento non sono assolutamente ipotizzabili; questo a meno di un radicale quanto impensato cambiamento di scenari. Perciò quando dice che un giorno spera di tornare dice la verità, nel senso che, visto il bene che vuole ai nostri colori, si augura che un giorno si possano ricreare le condizioni per un suo ritorno; tutto qui. Appare altrettanto chiaro che queste condizioni al momento siano lontane non dico anni luce, ma sicuramente un qualche migliaio di chilometri almeno. Personalmente alle cosiddette “operazioni nostalgia” io non credo molto: non si dovrebbe mai tornare sul luogo del delitto, come ci insegnano noti esperti di criminologia, ma altrettanto non si dovrebbe mai tornare su quello del trionfo.

Troppi i rischi e i confronti con un passato ingombrante. Però ritengo anche che se c’è una persona che può ribaltare questa regola non scritta, quella sia proprio Josè Mourinho: lui è una “spanna” sopra tutti gli altri, da tutti  i punti di vista e sono convinto che riuscirebbe a gestire anche questa non facile situazione. Per il momento però inutile farsi illusioni e continuare a sottoporre tutti i tecnici che l’hanno seguito a paragoni che li “sepelliscono” in partenza mettendoli subito in difficoltà: Mou non tornerà e dobbiamo, come si suol dire, cavarcela da soli, possibilmente con una programmazione più oculata e con scelte meno improbabili di quelle fatte dopo il suo addio, che nonostante sia avvenuto nemmeno tre anni fa, questo sì  sembra veramente distante anni luce.

Alex

5 commenti:

  1. Ciao Alex...che dire se non che sono d'accordo con te? Mou non tornerà penso, ma se anche ci fosse una piccola possibilità, sinceramente, eviterei di riportarlo a Milano oggi. L'Inter, in questo momento, ha un disperato bisogno di andare avanti, di ricreare e ricostruire un impianto societario forte e sostanzioso. Il ritorno di Mou creerebbe una situazione paradossale, in cui il passato deve costruire il domani, ma i paragoni con le sue due precedenti stagioni sarebbero un peso insostenibile per la squadra secondo me.
    Mou è e rimarrà un tifoso e nei nostri cuori, ma sinceramente ritengo che la cosa migliore sia pensare a nuovi dirigenti prima che ad un nuovo (vecchio) allenatore

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    1. Che poi francamente, sta cosa che a 9 dalla fine si parli di 40 allenatori papabili è vergognosa. Galliani continua a confermare Allegri in tutte le salse, poi magari il giorno dopo la fine del campionato lo silurano ma per il momento l'eco della cosa è minimo.

      E comunque non può essere il terzo posto la discriminante per la conferma di Stramaccioni: in uno o ci credi, o non ci credi, al momento l'obiettivo è utopistico e questo lo sanno bene anche gli storditi che fanno parte dell'organigramma societario.

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  2. Ciao a tutti. Mi è dispiaciuto molto per la morte di Mennea, che era uno dei personaggi dello sport che ho sempre preferito e che riporta indietro i miei ricordi a quando ero bambino e ragazzino e tifavo per lui; quella rimonta sul rettilineo dei 200 mt. a Mosca è indimenticabile. Cosa c'entra col post? C'entra perchè tra Mennea e Mou era nata un'amicizia fra due persone che si stimavano; a me viene da dire perchè animate un pò dagli stessi valori. Sentite cosa aveva dichiarato Mennea: "Mourinho mi ha fatto diventare tifoso dell'Inter. Da bambino tifavo la Juve, come tutti i meridionali, ma quei dirigenti che hanno trascinato la Juve nel fango mi hanno disamorato. Ora seguo l'Inter e Mourinho". Chiedete in giro chi era Pietro Mennea: direi che non c'è bisogno di molte altre parole.

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    1. Uno che nonostante lottasse contro un male probabilmente incurabile, dribblava tutti dicendo che andava a trovare un parente. Gente d'altro livello, che poco ha a che fare con lo sport attuale.

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  3. Sono sostanzialmente d'accordo sia con l'argomentazione di Alex, sia col commento di Andrea, e mi permetto di dire un'altra cosa: Mourinho ha scritto la storia del club, facendo qualcosa di sovraumano, ma sarebbe ora che la piantassero una volta per tutte di nominarlo sempre e comunque tutte le settimane su tutte le testate interiste online. Il Triplete, il ciclo di vittorie, sono stati indimenticabili, ma è ora di voltare pagina davvero e non solo a parole.

    Mou non tornerà, nè quest'anno, nè il prossimo probabilmente, ed è assolutamente giusto così. Meno giusto il non riuscire a operare una transizione seria e credibile, perchè con le idee e le scelte si potrebbe sopperire alla mancanza di liquidità costruendo una base su cui poi lavorare per gli anni a venire.

    Brutto ammetterlo, ma quello che ha fatto Conte a Torino è quello che mi piacerebbe avvenisse da noi, l'anno scorso anche se non avessero vinto il campionato quelli là si sarebbero trovati comunque con una base importante per quello attuale.

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